Il doppio ruolo di Sagliocchi: vittima di Bidognetti ed amico di Zagaria

E’ quanto emerge dal racconto dei pentiti che hanno fatto arrestare di nuovo l’imprenditore

Michele Zagaria e Francesco Bidognetti

Se da un lato viene considerato da tutti “un amico di Zagaria”, un imprenditore “disponibile” ad effettuare il cambio assegni per la famiglia del capoclan dei Casalesi, dall’altro lato Michele Patrizio Sagliocchi era vittima della frazione Bidognetti che per anni ha imperato a Villa Literno, lì dove l’imprenditore aveva lanciato la sua attività imprenditoriale. E’ quanto emerge dal racconto dei collaboratori di giustizia che hanno puntato il dito contro Sagliocchi, finito nuovamente in carcere nei giorni scorsi. 

Ad inquadrare la posizione dell’imprenditore di Villa Literno è stato Massimiliano Caterino, che in un interrogatorio del maggio 2016 alla Dda affermava: “Il rapporto di frequentazione di Sagliocchi era con tutta la famiglia Zagaria. In primo luogo con Michele ed anche con gli altri fratelli AntonIo, Carmine ed altri. Questo rapporto era originato dalle forniture di gasolio di Sagliocchi alle imprese di Pasquale Zagaria, ma non si limitava alla semplice fortunata, poiché so direttamente, per averlo visto varie volte,  all’interno degli uffici della Edilmotrer di Zagaria, che Sagliocchi cambiava frequentemente assegni nella disponibilità di Zagaria. Vi dico che questi titoli li ho portati direttamente io a Sagliocchi presso il suo stabilimento a Villa Literno”.

Al tempo stesso, però, l’imprenditore Sagliocchi è stato vittima del clan Bidognetti, come racconta Francesco Diana, esponente della fazione che faceva capo a Cicciotto e mezzanotte: “Nel 2001 noi andavamo a raccogliere la tangente tre volte all’anno, poi nel 2002, 2003, ci fu l’intervento di Afleiro che mi disse di non andare a raccogliere le quote da Sagliocchi perché se la vedeva direttamente lui; in più mi disse che Sagliocchi stava a sua disposizione per ogni esigenza e pertanto non doveva essere toccato”.

E che Sagliocchi fosse vittima anche prima del 2001 del clan lo conferma un altro pentito, Emilio Di Caterino, il quale ha raccontato ai magistrati che “Sagliocchi versava ai Tavoletta 15mila euro in tre rate e dal 2001 poi ha iniziato a pagare i Bidognetti”.

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