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Lunedì, 4 Luglio 2022
Cronaca Aversa

Sacerdote 'perseguitato' passa al contrattacco: la Procura pronta a chiudere le indagini

Accusato con manifesti ed esposti (tutti archiviati): ora la situazione potrebbe ribaltarsi

Manifesti di protesta per l’intera città, affissi nei punti più disparati, sui muri, sulle serrande private e di esercizi commerciali, addirittura sui pali elettrici, e poi lungo le pubbliche strade. Manifesti che creavano subbuglio, scompiglio  e perplessità nei concittadini, e poi lettere indirizzate alle più svariate Autorità civili, tra cui al Prefetto, al Questore, al Sindaco, alla Sovraintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per la provincia di Caserta, al Comando stazione carabinieri più vicina, e poi anche alle Autorità religiose a vari livelli, tutti esposti dai contenuti pretestuosi, calunniatori e diffamatori inviati anche alla Procura della Repubblica di Napoli Nord che venivano puntualmente archiviati.

Tutte queste condotte persecutorie sono state poste in essere per un lungo periodo di tempo (e alcune tuttora sono ancora in atto) ad opera di un anziano militare in pensione della Guardia di Finanza ai danni di un non più giovane sacerdote, presbitero da oltre 40 anni, di una cittadina che rientra nella Diocesi di Aversa che oramai esausto, sfinito da questi atteggiamenti persecutori posti in essere continuamente ai suoi danni (che gli creavano tanto nocumento, ansia e continuo stress) era costretto a recarsi dai suoi legali e decideva, alla fine, di ascoltare il loro consiglio e quindi di rivolgersi alla magistratura penale. E allora i suoi avvocati, Raffaele e Gaetano Crisileo, raccolti tutti gli elementi necessari, prove e documenti, formavano un vero e proprio dossier e presentavano  una serie di plurime denunzie a raffiche contro l’ex militare il cui comportamento necessitava di essere stigmatizzato.

Da allora la situazione si è completamente capovolta: il sacerdote veniva sentito più volte dalla polizia giudiziaria delegata dal pubblico ministero di espletare le indagini e rivelava e dimostrava  quanto stava subendo con documenti e carte alla mano e cosi l’ex sottufficiale finalmente finiva sotto processo per una serie innumerevoli di reati. Ora é prossima la conclusione delle indagini e la fissazione dell’udienza preliminare, ma chissà che nel frattempo il Giudice per le indagini preliminare, su input dell’Ufficio di Procura, che ha attivato la procedura del cd. codice rosso, non decida di adottare qualche misura particolare personale  nei confronti dell’ex militare stante l’ipotizzabile pericolo di reiterazione dei suoi comportamenti che non é escluso che ricorra. La giustizia trionfa e protegge i deboli: questo il detto di un famoso giurista anonimo napoletano di altri tempi che mai, come in questo caso, ha un suo fondamento di indiscutibile verità. Così come la legge del contrappasso, di cui tanto parlò Dante Alighieri,  rientra nei corsi e ricorsi storici e ha ancora oggi, dopo millenni, tanta attualità.

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