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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Casal di Principe

Ruba i soldi e non paga le tasse al cliente: condannato commercialista

Il professionista ha trattenuto la somma di 6mila euro non versandoli all'Erario e producendo falsi modelli F24 come prova dei pagamenti

Condanna ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa nonché al pagamento delle spese processuali, al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 3000 euro. È quanto stabilito dal Giudice Monocratico Alessandra Cesare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di N.S., commercialista 55enne di Casal di Principe residente a Cancello ed Arnone e con studio a Castel Volturno, ritenuto responsabile di appropriazione indebita, falsità materiale commessa dal privato, sostituzione di persona. Reati commessi in danno di R. G. 39 enne di Castel Volturno.

Il professionista, secondo quanto accertato dai finanzieri della compagnia di Mondragone, nel 2015, nell'esercizio dell'autonoma attività professionale di commercialista dopo esser stato delegato da R. G. ad espletare le previste incombenze atte ad assolvere i tributi dovuti all'Erario dal medesimo ed aver ricevuto da R. G. somme di denaro in frazioni da 500 euro fino al raggiungimento dell'importo totale di 6.505,73 euro, anziché versarlo nelle casse dell'Erario se ne impossessava consegnando poi al malcapitato R. G. due falsi modelli F24 attestanti versamenti di fatto non avvenuti. Secondo la ricostruzione delle fiamme gialle mondragonesi, il 55enne trattenne per sé il denaro indebitamente percepito ponendo in essere tutta una serie di attività propedeutiche al fine di realizzare il proposito criminoso. Utilizzò i documenti di identità di un soggetto per l'apertura di un conto corrente presso un istituto di credito creando contestualmente indirizzi email e pec.

Nei modelli F24, consegnati poi al malcapitato contribuente, risultava che il pagamento del tributo era avvenuto mediante il pagamento delle somme dovute. Ma il commercialista indicò falsamente nelle operazioni di assolvimento del tributo crediti inesistenti riconducibili a società estranee alla vicenda conpensandoli coi debiti erariali di R. G., costituitosi parte civile con l'avvocato Ferdinando Letizia. L'indagine dei finanzieri di Mondragone partì a seguito della denuncia sporta da R. G. destinatario di un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate del novembre 2017 dal quale si evinceva che i pagamenti per gli anni 2015 non erano mai stati effettuati e che le ricevute consegnate dal commercialista, difeso dall'avvocato Michele Di Fraia, erano false.

Il commercialista era già stato coinvolto in nell a Operazione Reset della Guardia di Finanza di Mondragone che nel 2016 portò all'emissione di misure cautelari custodiali nei suoi confronti ed in quelli di un suo suo collaboratore, in qualità di consulente del lavoro. Le indagini dei finanzieri li indicarono come i fautori di un innovativo sistema di frode finalizzato ad aggirare i crediti inesistenti apparendo formalmente in regola col Fisco e con l'INPS. Il meccanismo ideato dai due era quello di permettere a decine di società con sede legale nel casertano di eludere i pagamenti di imposte e contributi previdenziali attraverso l'impiego distorto dell'istituto della compensazione mediante la formazione di F24  presentati da società fantasma o cartiere nei quali venivano indicati i crediti di imposta inesistenti. Tale sistema fraudolento consentì l'uso della compensazione alla stregua di una carta di credito per non pagare le imposte  e contributi dovuti e documentare falsamente il loro asserito pagamento.

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