Cronaca

Detenuti torturati dopo le rivolte, arresti e interdittive. Ministra preoccupata

Il caso di Santa Maria Capua Vetere scuote il sistema giustizia italiano. Cirielli: “La legge va rivista”. Il Sappe: “Carcere messo a ferro e fuoco”

Arresti e sospensioni a carico di decine di agenti della polizia penitenziaria che lo scorso 6 aprile 2020 si recarono nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per ‘punire’ la rivolta di cui si erano resi protagonisti i detenuti dopo aver scoperto che un loro ‘coinquilino’ era positivo al Covid-19. E’ quanto è emerso dall’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha focalizzato l’attenzione sui 144 agenti della polizia penitenziaria in servizio, nell’orario indicato dai detenuti, tra la città del Foro, Napoli ed Avellino. In 52 sono stati colpite dalle ordinanze firmate dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Dai video ai messaggi: gli atti sotto la lente della Procura

Interdittiva per il provveditore campano

Alcuni detenuti sarebbero stati anche torturati dalla polizia penitenziaria come punizione per la loro rivolta. Una misura interdittiva emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere è stata notificata stamattina al provveditore delle carceri della Campania Antonio Fullone.

La ministra ‘preoccupata’

Il Ministero della Giustizia segue con "preoccupazione" gli sviluppi dell'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato a numerose misure cautelari. "La Ministra Marta Cartabia, e i vertici del Dap - sottolinea una nota di via Arenula - rinnovano la fiducia nel corpo della Polizia Penitenziaria, restando in attesa di un pronto accertamento dei gravi fatti contestati”.

Il Sappe: “Carcere messo a ferro e fuoco”

Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) esprime "sorpresa ed amarezza” dopo la notizia. "Prendiamo atto dell'iniziativa adottata dai magistrati - dichiara il segretario generale del Sappe Donato Capece - La presunzione di innocenza è uno dei capisaldi della nostra Carta costituzionale e quindi credo si debbano evitare illazioni e gogne mediatiche. A noi sembrano provvedimenti abnormi considerato che dopo un anno di indagini mancano i presupposti per tali provvedimenti, ossia l'inquinamento delle prove, la reiterazione del reato ed il pericolo di fuga. Confidiamo nella magistratura perché la polizia penitenziaria, a Santa Maria Capua Vetere come in ogni altro carcere italiano, non ha nulla da nascondere”. Ed aggiunge: ”Siamo amareggiati perché in quei giorni il carcere fu messo a ferro e fuoco e furono momenti davvero drammatici ma siamo sereni perché confidiamo nell'operato della magistratura. La polizia penitenziaria - prosegue il leader del Sappe - è formata da persone che hanno valori radicati, un forte senso d'identità e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti”.

Cirielli: “Bisogna cambiare le leggi”

"Totale solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e al provveditore delle carceri della Campania Antonio Fullone” viene manifestata dal Questore della Camera e deputato campano di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli, a seguito dell'esecuzione di misure cautelari disposte nell'ambito dell'inchiesta della Procura sammaritana sui presunti pestaggi avvenuti nel carcere casertano ad aprile 2020. "Pur non entrando nel merito dell'iniziativa adottata dai magistrati, ci troviamo di fronte a provvedimenti che rischiano di compromettere l'immagine e soprattutto il lavoro che svolgono quotidianamente, con abnegazione e professionalità, gli agenti penitenziari nelle carceri italiane. Il problema - aggiunge Cirielli - non sono i giudici, che tentano di rispettare una legge fatta male e noi per educazione istituzionale non entriamo mai nel merito dei processi, ma appunto le norme volute dal Pd e dai Cinque Stelle che vanno riformate (come il reato di tortura, la cui proposta di modifica da noi presentata giace in commissione giustizia), poichè invece di punire i delinquenti finiscono per penalizzare chi garantisce, nonostante le gravi carenze di organico e l’assenza di strumenti utili alla difesa come il taser, la legalità e la sicurezza. Tutto ciò è davvero inaccettabile. Auspico -conclude Cirielli - che la magistratura faccia chiarezza sui gravi fatti contestati e punisca i veri responsabili di quella rivolta, ossia i detenuti violenti e non certamente gli agenti penitenziari”. 

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