"Poliziotti penitenziari umiliati dai detenuti", scattano nuove proteste dopo la rivolta

Il sindacato Sappe annuncia altre due manifestazioni fuori al carcere e davanti la sede del Dap

Le proteste degli agenti della polizia penitenziaria fuori al carcere di Santa Maria Capua Vetere

Non si placano le proteste degli agenti della polizia penitenziaria dopo i 57 avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per i presunti pestaggi denunciati dai carcerati durante il lockdwon per il coronavirus e le violente rivolte innescate dai carcerati nella casa circondariale sammaritana. Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe ha infatti annunciato altre due manifestazioni di protesta. 

57 INDAGATI PER I PESTAGGI IN CARCERE

Mercoledì 17 giugno, dalle 9 alle 13, il Sappe sarà in piazza davanti al carcere sammaritano "a gridare la nostra rabbia contro l'assurda spettacolarizzazione posta in essere per la notifica degli atti giudiziari ai poliziotti, avvenuta in mezzo alla strada con modalità inaccettabili e censurabili, e per chiedere tutele contro le costanti e continue aggressioni, fisiche e verbali, ai poliziotti penitenziari che sempre più spesso sono feriti, contusi, aggrediti, offesi, umiliati dai detenuti", spiega Donato Capece, segretario generale del Sappe. Sul posto sarà presente anche il responsabile dell'ufficio legale del sindacato "che ha già avuto mandato per predisporre ogni atto utile alla tutela legale dei poliziotti penitenziari".

Giovedì 25 giugno invece il Sappe sarà a Roma davanti alla sede del Dap in largo Luigi Daga dalle 9 alle 13 "per denunciare ai vertici - spiega ancora Capece - che il personale di Polizia penitenziaria è stanco di subire umiliazioni ogni giorno a causa di una amministrazione matrigna che non tiene affatto al benessere del personale. Arriveranno colleghe e colleghi da tutta Italia, stufi di questa situazione assurda che vede il paradosso di agenti aggrediti e poi denunciati. Noi confidiamo, lo abbiamo sempre fatto, nella magistratura, ma è inaccettabile che passi il concetto che le carceri italiane siano luoghi oscuri dove accade di tutto e di più".

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