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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere / Piazza Adriano

Rissa della Vigilia, gli indagati parlano davanti al giudice ed accusano le vittime. Spunta un altro sospettato

I giovanissimi arrestati sabato hanno reso spontanee dichiarazioni nel corso degli interrogatori

Hanno reso spontanee dichiarazioni fornendo dettagli sulla dinamica della rissa avvenuta il 24 dicembre 2023 in Piazza Adriano antistante l’Anfiteatro Romano a Santa Maria Capua Vetere i 5 indagati tratti in arresto per tentato omicidio e lesioni gravissime.

Dinanzi al gip Alessandra Grammatica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Massimiliano Barbato, di 23 anni; Giovanni Barracano di 24 anni; Cristian D’Ambrosio di 22 anni; Antonio Pio Salemma di 20 anni; hanno spiegato che la rissa è partita a seguito di una prima zuffa tra Vittorio Merola (19enne sammaritano, il primo ad essere attinto da misura cautelare per tali vicende) ed i due fratelli albanesi. Dapprima Merola ha avuto un alterco con E.M. di 20 anni per poi rientrare nel locale Juiss dove erano in corso i festeggiamenti con i suoi amici, parte degli indagati. Il gruppo è stato poi raggiunto dai due fratelli, E.M. ed il minore, D.M. di 16 anni. Vittorio Merola si sarebbe rifiutato di discutere cercando di allontanare i due ma questi erano alquanto insistenti e complice l’alcol ha preso la bottiglia di spumante sul tavolo e l’ha spaccata in testa a E.M. Ne è nata una rissa che è proseguita all’esterno del locale. Antonio Pio Salemme, assistito dal suo legale Sergio Di Lauro, ha ammesso di aver preso parte alla rissa “perché ha seguito l’amico Merola” e “di aver sferrato calci e pugni nella mischia ma di esser scappato via e sicuramente prima che il 16enne cadesse al suolo”.

Cristian D’ambrosio, assistito dal suo legale Cesare Gesmundo, ha chiarito di essere stato aggredito dal 16enne che ne è nata una colluttazione, che “volavano sedie, finite addosso a lui e che dopo essere stato scaraventato a terra si è rialzato ed ha colpito D.M. al gluteo”. Giovanni Barracano, alla presenza del suo legale l’avvocato Antonio Grillo, ha affermato che “la rissa è iniziata perché Merola è stato istigato dai due fratelli albanesi, avevamo bevuto e molto ed io ho partecipato sferrando calci e pugni perlopiù per difendermi”.

Anche Barbato ha confermato la dinamica della rissa nata su iniziativa delle due vittime. Mentre Joussef Majaoiu di 20 anni ha respinto le accuse. Gli indagati poi all’unanimità hanno spiegato al gip sammaritano che non erano in possesso di un coltello e di non averlo mai visto né utilizzato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti verso le 18.30 del 24 dicembre presso il bar Juiss ci sono i brindisi in corso. All'interno del locale nasce una discussione che vede protagonisti le due vittime, due fratelli albanesi di 16 e 20 anni ed i 6 giovani della città del Foro (gli odierni indagati e Vittorio Merola, 19enne sammaritano già tratto in arresto per tali vicende le scorse settimane). Inizia una lite che si sposta all'esterno. La violenza diventa ben presto efferata. I due germani vengono colpiti selvaggiamente con calci e pugni ma anche con una sedia utilizzata come oggetto contundente. Ad avere la peggio è il 16enne che viene attinto da "un oggetto di punta e taglio" almeno 4 volte tutte al torace.

 Il primo ad essere individuato è Vittorio Merola, assistito dall’avvocato Carlo De Stavola, che alla visione dei filmati della rissa individua i suoi compagni e fa i loro nomi: quelli degli odierni indagati. C’è anche un sesto indagato, O.G. 20 enne tunisino come un ulteriore partecipe alla maxi rissa. Il Sostituto Procuratore Armando Bosso nei capi d'accusa contesta nei confronti dei 5 indagati l'aggravante dei futili motivi. Tale aggravante è stata esclusa dal gip sammaritano.

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