“Falsi ricoveri al pronto soccorso per ottenere i rimborsi”

Le accuse della Procura nell'indagine sul sequestro del cantiere della clinica Pineta Grande

La clinica Pineta Grande di Castel Volturno

Non solo lo ‘scandalo’ per i permessi irregolari per consentire l’ampliamento della clinica Pineta Grande. Nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato al sequestro del cantiere della struttura di Castel Volturno, nella quale è emerso anche un sistema di favori con protagonisti politici e funzionari pubblici castellani, spuntano anche irregolarità sui ricoveri dei pazienti.

In particolare nel settembre 2018 i carabinieri, delegati dalla Procura, accertano nella clinica Pineta Grande l’esistenza di circa 40 posti letto in più rispetto a quelli autorizzati, situazione che ha trovato riscontro successivamente dalle acquisizioni documentali presso l’Asl. 

Dalle analisi dei documenti, accusa la Procura, è emerso come “Pineta Grande negli anni abbia effettuato più ricoveri in regime di accreditamento rispetto ai posti di degenza formalmente autorizzati e accreditati e come per alcuni anni abbia fatto risultare ricoveri programmati ordinari, come disposti dal medico di pronto soccorso, falsificando la documentazione al fine di poter poi ottenere il rimborso in extra budget sul presupposto che le prestazioni urgenti non sono rifiutabili”. 

Delle irregolarità riscontrate veniva investito l’Ufficio Sanità del Comune ma, rivela la Procura, “il dipendente competete indicava a Pineta Grande la strada da seguire per trovare la soluzione”. Anche in questo Ufficio infatti, a partire dal 2017, per gli inquirenti vi sarebbero state assunzioni di parenti in campo di favori alla clinica.

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