Cronaca

Rifiuti interrati alla Lea, allarme della Procura: “Rischio cangerogeno”

Preoccupazione per i risultati dei carotaggi nel sito di stoccaggio: “Valori anomali di antimonio”

I rifiuti stoccati nel sito Lea di Marcianise

“Compromissione significativa del sottosuolo”, con particolare riferimento a “valori anomali di antimonio, elemento chimico estremamente pericoloso per la salute dell’uomo e potenzialmente cangerogeno”. Sono le parole allarmanti utilizzate dal procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone nel definire il rischio connesso alla tipologia di rifiuti interrati illegalmente alla Lea, il sito di stoccaggio e recupero di Marcianise.

L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza ha portato al carcere per Angelo Egisto, amministratore della società, e per il suo autotrasportatore di fiducia Violante Marasco, complice nelle azioni illegali.

La prova degli interramenti è stata acquisita dalla Procura grazie a specifici carotaggi eseguite da un consulente tecnico, che hanno permesso di accertare la presenza nel terreno di scarti derivanti da costruzioni e demolizioni, oltre a rifiuti urbani non differenziati sepolti fino ad oltre 5 metri di profondità

Gli sversamenti illegali erano stati ideati da Egisto per poter così evitare di sostenere gli ingenti costi di smaltimento dei rifiuti, riuscendo tra le fine del 2017 e i primi mesi del 2018 a interrare notevoli quantitativi di rifiuti nel sottosuolo del piazzale antistante l’impianto di trattamento di Marcianise durante l’esecuzione di lavori di rifacimento della pavimentazione del sito di stoccaggio e di realizzazione di alcune vasche per la raccolta del percolato.

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