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Cronaca Casal di Principe

Società colpita da interdittiva dopo lo scandalo appalti al Cira: atti in Prefettura

Il Tar dispone una nuova verifica per la Co.Bi. Costruzioni dopo l'annullamento dell'ordinanza al Riesame

La Prefettura dovrà di nuovo esaminare l'interdittiva antimafia adottata nei confronti di una società coinvolta nell'inchiesta della Dda sugli appalti al Cira a Capua. Si tratta della Co.Bi. Costruzioni S.a.s facente capo a B.E., cugino di Oreste Fabio Luongo, imprenditore di Casal di Principe in 'odor di camorra' che per i magistrati antimafia avrebbe fatto parte del trust di imprese legate al clan dei Casalesi utilizzato per simulare la regolarità delle gare di appalto indette da enti pubblici come appunto il C.i.r.a. Della figura di Luongo ne parlò anche Nicola Schiavone, figlio del capoclan Francesco Sandokan Schiavone.

La Prefettura di Caserta, alla luce dell'inchiesta dei magistrati antimafia, ha emesso nel febbraio scorso nei confronti della Co.Bi. Costruzioni S.a.s., rappresentata dall'avvocato Mario Caliendo, una interdittiva antimafia poichè emergerebbe il pericolo di permeabilità mafiosa dell'impresa. A seguito di tale provvedimento anche la Provincia di Caserta ha revocato l'aggiudicazione dei lavori effettuati dalla Co.Bi.

Il riferimento del provvedimento ablativo disposto dall'Ufficio di Governo nei confronti della società ricorrente è stata l'ordinanza di custodia cautelare emessa l'11 aprile 2022 dal gip Isabella Iaselli del tribunale di Napoli nei confronti di  Oreste Fabio Luongo. Tale provvedimento cautelare è stato poi annullato in sede di Riesame dal tribunale di Napoli il 23 giugno 2022.

Dall'ordinanza del Riesame però emerge che "non appare convincente l'impianto accusatorio a carico di E.B. in particolare i rapporti di continuità col cugino Oreste Fabio Luongo, soggetto collegato ad organizzazioni criminali di stampo mafioso nonchè la circostanza che quest'ultimo risulti essere il reale gestore della società ricorrente".

La prima sezione del Tar della Campania presieduta da Vincenzo Salamone, facendo riferimento alle indicazioni contenute nel dispositivo del riesame, precedente all'interdittiva antimafia adottata, ritenendole significative, ha richiesto "un'attenta nuova verifica da parte della prefettura in merito all'effettiva sussistenza dei fattori indicativi di controindicazioni a carico della società ricorrente".

Il Tar quindi ha accolto il ricorso fissando la trattazione nel merito della vicenda il prossimo ottobre.

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