Tutor sull'Asse Mediano, giudice annulla la multa per cartelloni e limite di velocità

Una sentenza che adesso rischia di dare il via a migliaia di ricorsi

Una sentenza che potrebbe dare adito a migliaia di ricorsi di automobilisti ‘inferociti’ è stata emessa dal giudice di pace di Santa Maria Capua Vetere Rodosindo Martone che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Antonio Domenico Grimaldi per conto di una automobilista incappata (lo scorso 11 luglio) nel tutor posizionato sull’Asse Mediano a Marcianise. Una sentenza che accoglie le eccezioni dell’avvocato (referente di Asso-Consum su Caserta) cha ha contestato sia la cartellonista che la velocità massima impostata sul tratto di strada percorso quotidianamente da migliaia di persone.

“Il Comune - ha scritto il giudice Martone nella sentenza depositata in cancelleria il 5 dicembre scorso - non ha fornito la prova documentale della corretta installazione della cartellonista di preavviso dell’utilizzo dell’apparecchiatura utilizzata”. In particolare, il giudice, analizzando le sei goto ritraenti cartelli stradali installati sulla Strada Provinciale 35 asserisce: “Tali cartelli fanno riferimento ad un controllo elettronico della velocità ma non indicano la presenza di apparecchiatura per la rilevazione della velocità media dei veicoli. Ciò determina la nullità della sanzione”. 

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Ma la parte interessante è anche un’altra. Perché, scrive sempre il giudice di pace di Santa Maria Capua Vetere, “dall’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Caserta l’11 giugno 2019 emerge la conferma che la strada in questione risulti essere stata classificata di ‘tipo B’, cioè extraurbana principale. Tale classificazione comporta il limite massimo di velocità di 110 Km/h; di conseguenza, poiché il Comune di Marcianise sostiene che sul tratto in questione vige il massimo di 60 Km/h, sarebbe stato onere dell’Ente resistente fornire la prova del diverso limite massimo su quel tratto di strada provinciale, mediante idonea documentazione rilasciata dall’Ente proprietario della strada”. E’ su questo punto, dunque, che rischia di crearsi un ‘buco giuridico’ che potrebbe far scoppiare la ‘corsa al ricorso’ da parte degli automobilisti colpiti dalle multe (circa 60mila quelle stimate).

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