Cronaca

La 'riconquista' dei Casalesi: nuovi affiliati al servizio della 'vecchia guardia' | I NOMI

Scacco della Dda al nuovo gruppo guidato da Reccia e Ucciero. Racket imposto a suon di spari e pestaggi

Il gruppo aveva numerose armi

Oreste Reccia, 52 anni, Vincenzo Ucciero, 52 anni, Remigio Testa, 64 anni, Marco Testa, 24 anni, Gianluca Alemanni, 36 anni, Luigi Annibale, 34 anni, Luigi Carpiniello, 60 anni, Emilio Mazzarella, 54 anni, Antonio Ucciero, 28 anni, Giuseppe Muto, 30 anni, Mariano Vitolo, 35 anni, Raffaele Granata, 36 anni, Vincenzo Arrichiello, 52 anni. Sono questi i 13 destinatari delle misure cautelari eseguite oggi dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta ed i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli coinvolti nell'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Le accuse a vario titolo sono estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa, associazione a delinquere di stampo mafioso e detenzione illecita e porto abusivo di armi da fuoco. Il neo costituito gruppo criminale aveva a capo Oreste Reccia e Vincenzo Ucciero che dopo la scarcerazione del 2020 erano tornati attivi. E il modus operandi era quasi un marchio di fabbrica: estorsioni ad imprenditori e commercianti, pestaggi, utilizzo di armi detenute in maniera illecita. Il fine era quello della 'riconquista' dei territori di Aversa, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Villa Literno e Giugliano in Campania. Una riconquista avvenuta a suon di intimidazioni e pestaggi per ottenere soldi per gli 'amici di Casale' ad esercenti commerciali ed imprenditori dell'Agro Aversano e del Giuglianese a cui veniva chiesto un rateizzo mensile che andava dai 1000 ai 1500 euro.

Le estorsioni erano 'assicurate' dall'utilizzo delle armi la cui disponibilità al gruppo criminale di nuova costituzione non è mai mancata. Nel nuovo cartello criminale ognuno aveva il suo ruolo ben definito. In casa di Marco Testa, il figlio dell'autista di Oreste Reccia, Remigio Testa, gli uomini della Squadra Mobile casertana hanno rinvenuto una pistola clandestina e proceduto poi all'arresto in flagranza. Armi che venivano custodite anche da altri componenti, come Luigi Annibale.

Ciascuno forniva il proprio contributo - secondo i magistrati partenopei Graziella Arlomede, Francesco Raffaele e Maurizio Giordano - nel meccanismo mafioso con l'unico scopo di agevolare gli esponenti della 'vecchia guardia' del clan dei Casalesi  nel perpetrare l'egemonia su territori che un tempo erano dei gruppi di Schiavone, Zagaria, Bidognetti e Iovine.

Da domani inizieranno gli interrogatori per i 13 esponenti del cartello criminale casalese e che vedranno impegnati nel collegio difensivo Paolo Caterino, Carlo De Stavola ed Elisabetta Carfora.

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