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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca Castel Volturno

Soldi riciclati all'estero: il sistema delle consulenze 'opache' di due commercialisti

Tra le teste di legno anche un cittadino di Castel Volturno. Gli indagati si difendono dinanzi al gip

Soggetti esenti da dichiarazione reddituale dal 2001, quindici società cartiera dislocate tra Calizzano, Marano, Villaricca, Napoli, Castel Volturno, Milano e Roma, 'pacchetti' di servizi di consulenza fiscale offerti ad hoc per eludere la fiscalità italiana. Sono questi i retroscena della 'Operazione Piccadilly' coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dai finanzieri del gruppo della Guardia di Finanza di Formia che ha portato all'applicazione di misure cautelari personali e reali nei confronti di 22 soggetti indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale, nonché per intestazione fittizia di beni e concorso in riciclaggio con l'aggravante della transnazionalità.

Soldi riciclati all'estero

Un tesoretto di 22 milioni di euro riguardante beni immobili, mobili registrati, disponibilità finanziarie, quote societarie direttamente ed indirettamente riconducibili a sei dei 22 indagati quale somma oggetto di riciclaggio aggravato dalla transanazionalità ricostituita grazie all'attività di intelligence dei finanzieri. Tale somma rappresenta solo parzialmente il profitto dei reati di frodi fiscali commessi in Italia dagli amministratori di diritto e di fatto delle società operanti nel settore del commercio all'ingrosso di calzature ed abbigliamento. Attraverso la costituzione di tali società 'carosello' si verificava l'apertura di conti correnti di comodo ove far transitare le somme di dubbia provenienza. Dopo tale passaggio intermedio il denaro veniva trasferito su conti correnti intestati a tali società italiane, create ad hoc ed utilizzate al solo fine di ripulire il denaro provento di attività illecite. Il denaro ripulito rientrava nelle disponibilità degli amministratori legali e di fatto delle società coinvolte nella frode fiscale internazionale. Grazie alle società veicolo le provviste illecite di denaro venivano frammentate grazie all'utilizzo di plurimi canali bancari esteri (Gran Bretagna, Lituania, Bulgaria) e rimesse in circolo in Italia grazie ad una serie di società precostituite create solo sulla carta e funzionali a giustificare le prestazioni offerte alla clientela dalla società londinese di consulenza finanziaria Prime Investiment Corporation Ltd gestita da Giampaolo Cretella, 62enne di Formia e Fabrizio Purificato, 46enne di Gaeta individuati dalla Procura di Napoli Nord come capi promotori dell'associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale.

Il sistema delle consulenze 'opache' 

La rete di riciclaggio ideata dai due dottori commercialisti del Sud Pontino associati presso il carcere di Poggioreale a Napoli coinvolgeva soggetti economici di diversi Stati esteri tra cui Regno Unito, Bulgaria, Lituania, Polonia e Malta a cui veniva offerto un pacchettso di servizi di consulenza 'opachi'. Veniva fornita l'indicazione di una società estera a cui far capo, di un prestanome a cui intestare la società estera, di un consulente finanziario per la gestione dei fondi all'estero. Poteva esserci l'opzione di investire sempre all'estero oppure avvalersi di meccanismi borderline per far in modo che il capitale facesse il suo reingresso in Italia. Numerose le 'teste di legno' individuate dai finanzieri del gruppo di Formia tra cui un cittadino di Castel Volturno possessore di alcune quote societarie fittizie. Tra i soggetti destinatari del provvedimento cautelativo in carcere anche Rosario Ambrosini, 64enne partenopeo, che nell'organizzazione criminale dedita al riciclaggio internazionale facente capo ai due colletti bianchi del Sud Pontino rivestiva il ruolo di partecipe insieme a B. C., S. B., G. S. quest'ultimi solo indagati a piede libero per il reato associativo.

L'indagine

L'attività investigativa condotta dai finanzieri mediante controllo economico del territorio, analisi di rischio delle transazioni verso i mercati esteri e riscontri tecnici ha portato all'individuazione prima delle teste di legno, che non rendevano dichiarazioni reddituali dal 2001 e poi all'articolata compagine criminale dedita al riciclaggio internazionale di illeciti proventi derivanti da attività di natura fiscale commesse in Italia. Dinanzi al giudice per le indagini preliminari Maria Gabriella Iagulli del Tribunale di Napoli Nord assistiti dai loro legali, gli avvocati Pasquale di Gabriele e Enrico Lisetti per Cretella e Purificato e l'avvocato Vincenzo D'Anna per Ambrosini, gli indagati in collegamento telematico in carcere hanno dato la loro versione dei fatti precisando la loro posizione. I difensori hanno fatto istanza di sostituzione della misura custodiale in carcere con una meno afflittiva. Richiesta che ha visto il parere contrario del pm Barbara Buonanno e la riserva del gip Iagulli.

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