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Cronaca

Il mercato delle ricette rubate e rivendute ai centri di Corvino per i rimborsi

I procacciatori ricevevano il 15% dell’importo delle prestazioni fittizie: "Su una ricetta puoi mettere fino a 8 impegnative"

Un vero e proprio mercato delle ricette. Sono 50 quelle risultate "rubate" per le quali il centro Minerva, riconducibile a Pasquale Corvino, aveva inoltrato richiesta di rimborso all'Asl di Caserta. E' quanto emerge dall'inchiesta condotta dai Nas che hanno contestato il reato di ricettazione a Corvino ed al suo braccio destro, Pietro Schiavone, oltre che ai procacciatori delle ricette false, Vincenzo Petriccione ed Anna Sciortino, anche loro indagati nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri.

Il sistema delle ricette rubate

Tra le ricette al centro dell’indagine ci sono anche quelle rubate ad un medico di Ischia che, tra il 2014 ed il 2015, aveva denunciato il furto di 120 ricettari rubati, complessivamente 12mila ricette.  Di queste almeno 50 (quelle per le quali è stato richiesto rimborso all’Asl) erano finite nelle mani dei procacciatori del Centro Minerva, con prestazioni sanitarie fittizie prescritte a persone quasi tutte residenti nel napoletano. I controlli incrociati dei carabinieri hanno permesso di scoprire il sistema.

Un modus operandi fatto di nomi degli intestatari ricorrenti, spesso parenti dei procacciatori, e timbri di medici compiacenti sulle ricette rubate e poi restituite al centro Minerva che le spediva all'Asl per il rimborso.

I rapporti con i procacciatori

Per il gip Rosaria Dello Stritto il principale beneficiario di tali condotte era Corvino, che materialmente incassava i rimborsi. Ma il "lavoro sporco" veniva svolto da Pietro Schiavone che aveva ricevuto il compito di procacciare ricette false per aumentare il fatturato dei centri. E' Schiavone a gestire i rapporti con i procacciatori di ricette, Sciortino e Petriccione

Le intercettazioni

I nomi degli intestatari "ce li ho scritti sopra quei fogli la", dice Sciortino a Petriccione, mentre i nastri dei carabinieri registrano tutto. In un'altra intercettazione è Petriccione a dire a Sciortino "le tenevo tutte queste qua e subito me le sono messe a fare ieri, poi mi sono messo a cercare il messaggio ... ho detto ma Anna mi ha mandato gli altri nomi".

Spesso le ricette venivano intestate a parenti o persone di fiducia che, in qualche caso, ricevevano in cambio una mazzetta, circa 10 euro. Le prestazioni prescritte erano le più diverse. "Metti rx rachide in toto, significa la radiografia di tutta la colonna", oppure "tac cervicale" ma anche "mammografia, esame della tiroide".

Insomma, bisognava riempire la ricetta il più possibile: "su una sola ricetta ci vanno otto impegnative", spiega Petriccione al telefono. Maggiore era l'importo della ricetta maggiore era il loro guadagno, fissato in circa il 15% dell'importo della ricetta stessa.

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