Sorpresi a smontare auto rubate, il giudice revoca gli arresti

Il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato: tornano liberi un 29enne e un 38enne

Tornano liberi Carmine Luongo e Michele Varriale, rispettivamente di 29 e 38 anni, residenti a Castel Volturno, accusati di riciclaggio di veicoli rubati. Lo ha deciso la IV sezione della Corte di Appello di Napoli accogliendo l'istanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari presentata dall'avvocato Ferdinando Letizia. I due castellani sono stati tratti in arresto nel dicembre 2019 dai carabinieri della stazione di Trentola Ducenta poiché sorpresi insieme ad altri due soggetti in un rudere in Giugliano in Campania mentre erano intenti a compiere operazioni dirette ad ostacolare l'identificazione di una vettura provento di furto. La vicenda ebbe luogo dal furto di una Fiat 500 regolarmente denunciato dalla proprietaria avvenuto a Casoria ai carabinieri della locale stazione.

Quella stessa vettura venne intercettata dai carabinieri della stazione di Trentola Ducenta che avevano ricevuto la segnalazione di soggetti dediti al riciclaggio di parti di vetture rubate da rivendere o da piazzare sul mercato. I militari si misero sulle tracce dei due castellani grazie ad un accurato servizio di pedinamento e scoprirono che Luongo e Varriale presso un rudere sito a Giugliano in Campania in compagnia di altri due soggetti si dedicavano allo smontaggio di auto rubate. I quattro vennero stanati dai carabinieri di Trentola Ducenta poiché nel pieno della loro 'opera di smontaggio' proprio della Fiat 500 con tanto di arnesi e di lavoro di precisione rimasero al buio.

I militari per farli uscire allo scoperto spensero il generatore di elettricità che alimentava il locale ed una volta usciti all'esterno vennero beccati. All'interno del locale erano presenti pneumatici, stereo, sedili, vari cablaggi, blocchi cambio e tutta l'attrezzatura utilizzata per lo smontaggio come giraviti, gru per sollevamento dei motori crick e flex. Tutto posto sotto sequestro così come la vettura oggetto di furto ai danni di un cittadino mondragonese adoperata per il trasporto delle parti meccaniche e di carrozzeria dei veicoli rubati.

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Varriale e Luongo vennero condannati in primo grado dal Tribunale di Napoli Nord all'esito di un giudizio abbreviato a 2 anni ed 8 mesi con disposizione della detenzione domiciliare. La difesa però insinuando il dubbio sul tentato riciclaggio ha convinto i togati partenopei alla revoca dell'istanza della misura cautelare di cui i due castellani erano gravati.

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