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Cronaca Castel Volturno

Ras ricercato da un mese stanato nella villetta al mare: "Come mi avete trovato?"

Quando si è affacciato ad una finestra è scattato il blitz dei carabinieri. Angelino ritenuto elemento al vertice dell'omonimo gruppo camorristico di Caivano

Sospettavano che potesse trovarsi lì, in una villetta a pochi passi dal mare. Quando si è affacciato ad una finestra i carabinieri hanno fatto scattare il blitz che ha portato al suo arresto. E' stato stanato a Castel Volturno Antonio Angelino, 66 anni di Caivano, ritenuto elemento di spicco del clan Sautto-Ciccarelli, attivo proprio nell'area di Caivano, e vertice del gruppo dei Gallo-Angelino. Era ricercato dallo scorso 8 giugno in quanto destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere spiccata dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda. 

"Come mi avete trovato?"

Da un mese i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna erano sulle sue tracce. Un'attività che non ha trascurato il monitoraggio del web e la sua rete relazionale. Un lavoro investigativo incessante che ha portato l'Arma a Castel Volturno. Una villetta in riva al mare dove il 66enne si era rifugiato. E' iniziato un lungo appostamento con l'area che è stata presidiata giorno e notte fino a quando Angelino non ha commesso l'errore di affacciarsi ad una finestra. A quel punto è scattato il blitz. Quando i militari lo hanno catturato Angelino ha confessato di non avere idea di come l'avessero rintracciato in quanto era stato in questo mese molto cauto. Per lui si sono aperte le porte del carcere.

Armi ed estorsioni

Angelino era tra i 20 indagati colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare per associazione di stampo mafioso - il clan Gallo-Angelino -  estorsioni consumate e tentate, di detenzione e porto di armi da guerra e comuni da sparo. Il sodalizio criminoso, attivo in Caivano e territori limitrofi dal novembre 2019 al maggio 2020, avrebbe operato mediante sistematiche richieste estorsive ai danni di imprenditori edili e commercianti della zona e si sarebbe avvalso anche di una grande disponibilità di armi, molte delle quali abilmente occultate sottoterra o in intercapedini di edifici. Tanto avrebbe assicurato al gruppo criminale la supremazia rispetto ad altre organizzazioni camorristiche presenti nell’area. 

Il controllo sfruttando i disperati del Covid

Il controllo del territorio, inoltre, sarebbe stato realizzato anche attraverso attività apparentemente lecite, volte al soccorso di soggetti economicamente già fragili e maggiormente indeboliti dal periodo di pandemia da emergenza “coronavirus – Covid 19”, ponendo in essere una forma di “sostegno interessato” verso i giovani bisognosi che avevano perso il lavoro. In particolare, in tale periodo di assoluto blocco delle attività, sarebbe stato organizzato un vero e proprio “banco di distribuzione di alimenti” alle famiglie bisognose di Caivano.
 

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