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Si finge carabiniere per mettere a segno un colpo, il boss delle rapine torna a casa

Concessi gli arresti domiciliari in attesa del processo

Ai domiciliari il boss delle rapine nel modenese Giovanni Stasi, 54enne di Castel Volturno che insieme al fratello Giuseppe, 49enne castellano e due complici tunisini reclutati nella provincia di Modena si sono resi responsabili di innumerevoli rapine a mano armata. Presi di mira istituti di credito e lussuose abitazioni preliminarmente scelte. Il modus operandi della banda era singolare: i fratelli Stasi noleggiavano nel casertano dei veicoli per raggiungere nello stesso giorno del noleggio la provincia modenese. Ad attenderli c'erano i due complici tunisini. Messo a segno il colpo fuggivano in Campania a bordo dei veicoli noleggiati regolarmente e restituiti indenni agli ignari concessionari nella medesima giornata.

Il manipolo di rapinatori si é reso responsabile di sei rapine che hanno fruttato un gruzzoletto pari a 5mila euro. Nelle rapine impiegati, clienti o proprietari di abitazioni private venivano rinchiusi mentre mettevano a segno il colpo. Ed in una occasione una donna in una villa venne malmenata e rinchiusa in una stanza. Per avere libero accesso alle abitazioni i malviventi si fingevano carabinieri con la scusa di dover effettuare perquisizioni.

Le indagini condotte dalla Procura di Modena hanno evidenziato l'esistenza della banda di rapinatori che nasceva nel casertano agendo indisturbata nel modenese già dall'aprile scorso. I carabinieri della compagnia di Sassuolo hanno arrestato il 17 dicembre due fratelli Stasi che si nascondevano in un'abitazione a Romano D'Ezzelino mentre i complici sono stati ritrovati in una fatiscente dimora nelle campagne del padovano. Per Giovanni Stasi difeso dall'avvocato Ferdinando Letizia il Tribunale di Modena ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari a Castel Volturno in attesa del processo a suo carico per rapina aggravata in concorso.

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