Rapine e cavalli di ritorno: chiesti oltre 47 anni di cella

La requisitoria del procuratore generale nel processo d'appello a carico di 3 persone

Giuseppe Fabozzi e Paolo Martino

Oltre 47 anni di carcere complessivi. Questa la pena che ha invocato il procuratore generale nel corso della sua requisitoria nel processo d'Appello nei confronti di tre persone accusate di rapina ed estorsione, per la richiesta dei cosiddetti cavalli di ritorno alle vittime dei raid, in gran parte imprenditori agricoli. 

Il pg ha chiesto la conferma delle condanne pronunciate in primo grado dal collegio presieduto dal giudice Loredana Di Girolamo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva inflitto 26 anni ed 11 mesi per Rustem Lleshi, 35enne di nazionalità albanese, in continuazione con altre due sentenze diventate definitive nel 2017; 10 anni e 4 mesi a Paolo Martino, 45enne di San Cipriano d'Aversa, in continuazione con un'altra condanna già passata in giudicato; 10 anni per Giuseppe Fabozzi, in continuazione con un'altra sentenza di condanna.

Adesso la parola passa ai difensori, gli avvocati Fabio Della Corte e Paolo Caterino, che pronunceranno le rispettive arringhe nell'udienza in programma ad inizio di luglio quando è prevista anche la sentenza per i tre.

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Secondo la ricostruzione dell'accusa i tre sarebbero stati protagonisti di diverse rapine. L'indagine che li ha coinvolti è partita da alcuni raid messi a segno in aziende agricole di Mondiragone, Castel Volturno e Falciano del Massico dove venivano portati via mezzi agricoli con la successiva richiesta del cavallo di ritorno per la restituzione. La ricostruzione degli inquirenti ha anche permesso di accertare alcuni colpi ai danni di alcune abitazioni dell'agro aversano, in particolare a Villa Literno, con le vittime che venivano individuate grazie alla presenza di basisti locali. 

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