Cronaca

Rapinatore ucciso: la svolta dalle intercettazioni in carcere

A processo i complici per omicidio ed il tentato omicidio del ragazzo che volevano derubare, ma è giallo sui colpi sparati

Spunta un'intercettazione in carcere nel corso dei colloqui con i familiari. Questa la "carta a sorpresa" giocata dalla Procura di Napoli Nord nel corso del processo a Ivanov Hristov, 37 anni bulgaro, e Clemente Cipresso, 26 anni di Aversa, accusati di aver ucciso il loro complice durante una rapina, il 22enne Aurel Xhili, e del tentato omicidio della vittima del raid, un ragazzo di Casapesenna, P.D.C..

Stamattina alla Corte d'Assise del tribunale di Napoli si è celebrato il processo nel corso del quale è stato conferito l'incarico ad un perito che dovrà trascrivere l'intercettazione in carcere, ritenuta dagli inquirenti di notevole valenza probatoria. Proprio dalle parole captate durante i colloqui dei due imputati con i loro familiari, infatti, emergerebbero dettagli nuovi che potrebbero dare una svolta all'intera vicenda, i cui contorni sono ancora piuttosto oscuri.

I fatti si sono verificati a Teverola nello scorso mese di gennaio. Il ragazzo di Casapesenna si era appartato in auto con la fidanzata nella zona di via Campanello quando venne raggiunto dai tre che volevano rapinarlo. Ne nacque una colluttazione con Xhili durante la quale uno dei banditi esplose due colpi di pistola. Uno ferì P.D.C., costituitosi parte civile al processo con l'avvocato Guido Diana, ad una gamba con il giovane, colpito all'arteria femorale, che cadde a terra.

Dopo gli spari il commando di rapinatori scappò via ma uno di loro, Aurel Xhili, non li raggiunse. Il ragazzo venne ritrovato morto nelle campagne di via Campanello il mattino successivo, ferito da due colpi di arma da fuoco (uno in più rispetto a quelli che sarebbero stati esplosi, considerando che un proiettile ferì la vittima della rapina, come detto). Ed ecco che le rivelazioni intercettate in cella, in cui i due parlano dell'episodio con i parenti, potrebbero far luce su proprio questo aspetto.

Nel corso dell'udienza di oggi, inoltre, sono stati ascoltati anche due agenti di polizia giudiziaria che hanno raccontato ai giudici delle indagini svolte nell'immediatezza dei fatti con la testimonianza delle vittime della rapina ed il rinvenimento del corpo senza vita del 22enne. Il processo è stato, dunque, rinviato alla metà di maggio.

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