Cronaca

La casa fittata a inizio anno per la rapina: hanno detto che serviva come magazzino

Il retroscena dell'inchiesta che ha portato all'arresto di una banda di 6 rapinatori. Proprietari sentiti dagli inquirenti

La casa fittata per mettere a segno il colpo

La casa in corso Italia a San Marcellino era stata presa a inizio anno. "Dobbiamo utilizzarla come magazzino", hanno detto ai proprietari. L'accordo è stato trovato: poche centinaia di euro al mese, tutte in nero. Un buon affare per i proprietari dell'immobile. Ma la realtà era un'altra. 

E' quanto emerso dall'inchiesta congiunta della Squadra Mobile della Polizia di Caserta, guidata dal vicequestore aggiunto Davide Corazzini e dal funzionario Michele Pota, e della Compagnia Carabinieri di Caserta, guidata dal maggiore Andrea Cinus, che ha portato all'arresto di 6 persone, tutte del napoletano, che erano pronte a rapinare le Poste di San Marcellino.

Un piano pianificato nei minimi dettagli, simile a quello dei protagonisti della "Casa di Carta". A inizio anno, almeno dal mese di febbraio, la banda aveva preso l'appartamento utilizzato come covo. Lì aveva iniziato a scavare una rete di cunicoli che portavano alle condotte fognarie e quindi sotto al pavimento dell'ufficio postale. Non avevano calcolato che a monitorare tutte le mosse, in silenzio, c'erano le forze di polizia che quando hanno capito che la banda stava per agire sono intervenute arrestando il gruppo guidato da Franco Pontone, 57 anni residente Castel Volturno, definito il "Maradona delle fogne", per la sua propensione a scavare tunnel. 

I proprietari dell'appartamento, ovviamente, erano all'oscuro dei piani della banda. Lo hanno confermato agli inquirenti e non risultano indagati. Il contatto con loro era uno dei componenti della banda di rapinatori. Ieri proprio fuori quella casa si sono trovati decine di poliziotti e carabinieri. La "Casa di Carta" è caduta.  

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