Cronaca

Rapinatore ucciso: dubbi su una seconda pistola

Per il perito la molla avrebbe impresso impronte differenti sui bossoli

La rapina nella zona di via Campanello a Teverola

La molla della pistola potrebbe aver impresso sui bossoli un'impronta differente. Questa la spigazione del perito balistico che stamattina è stato escusso nel processo per la morte di Aurel Xhili, il 22 ucciso dai suoi complici durante una rapina ad una coppietta di Casapesenna avvenuta nel gennaio dell'anno scorso a Teverola.

A processo ci sono Clemente Cipresso, di Aversa, e Ivanov Hristov, bulgaro, accusati dell'omicidio del 22enne e del tentato omicidio di una delle vittime del raid, P.D.C., costituitosi parte civile con l'avvocato Guido Diana, ferito ad una gamba con un colpo di pistola. 

Stamattina in Corte d'Assise a Napoli il perito ha provato a far quadrare il cerchio sul numero di armi utilizzate che, secondo la sua spiegazione basata sull'analisi dei due bossoli trovati sul posto nell'immediatezza dei fatti, potrebbe ridursi ad una sola pistola che ha fatto fuoco mentre resta il giallo sul numero dei colpi esplosi che secondo le vittime della rapina sarebbero due mentre dovrebbero essere almeno 3 (2 hanno attinto Xhili ed uno la vittima della rapina). Dopo l'escussione del perito il processo è stato rinviato a metà giugno. 

Secondo quanto ricostruito i due giovani fidanzati si erano appartati in via Campanello a Teverola quando vennero aggrediti da una banda composta da 3 persone. I due ragazzi vennero minacciati con un coltello ed una pistola. Il giovane reagì e cominciò una colluttazione con Xhili. Partirono dei colpi di pistola. Uno attinse la vittima della rapina e l'altro centrò il rapinatore 22enne.

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