Gioielliere ferito al petto durante la rapina, nuovo processo per il rapinatore

La Cassazione annulla le condanne per altre 3 rapine ed un furto: le accuse del complice non bastano

La gioielleria di Pastorano che fu rapinata

Dovrà sostenere almeno un altro processo Vincenzo D’Addio, 43 anni originario di Marcianise ma residente a Santa Maria a Vico, condannato a 17 anni di carcere per la rapina nella gioielleria di Pastorano in cui rimase ferito il titolare con un colpo di pistola esploso dall’imputato che aveva agito insieme con Francesco Biccardi di Capua, condannato in secondo grado a 7 anni e 10 mesi.

Ma la Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso dell’avvocato difensore, ha ritenuto di annullare, con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli, le condanne relative ad altre tre rapine ed un furto per le quali D’Addio era stato accusato dal suo complice. E’ quanto ha sentenziato la seconda sezione della Cassazione (presidente Domenico Gallo) che nei giorni scorsi ha reso note le motivazioni della decisione.

In particolare, relativamente alla chiamata in correità di Biscardi sugli ulteriori capi di imputazione, gli ermellini hanno dichiarato: “Biccardi indicava nel D'Addio il complice nella consumazione di tre rapine e di un furto ulteriori rispetto a quella consumata nella gioielleria dove vi era stato il tentato omicidio: tale dichiarazione veniva ritenuta idonea a sostenere il giudizio di responsabilità in quanto riscontrata dal fatto che le rapine cui si riferiva la chiamata erano state commesse con "modalità analoghe". Ebbene, la analoga modalità di consumazione delle rapine è un elemento che conforta, al più, il profilo estrinseco dell'attendibilità ma che non integra il riscontro "individualizzante" in quanto non indicano la specifica e personale partecipazione del D'Addio ai reati dei quali viene accusato dal Biccardi”.

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Sono stati respinti, invece, i ricorsi relativi alla rapina nella gioielleria ‘MM’ di Pastorano avvenuta nell’ottobre 2016. Biccardi e D’Addio minacciarono con un’arma il titolare della gioielleria per farsi consegnare i preziosi e nella fuga spararono un colpo che raggiunse l’uomo. Biccardi rimase infatti bloccato nella porta della gioielleria, trattenuto da alcune persone, e D’Addio per liberarlo sparò il colpo che raggiunse il gioiellerie.  

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