Sevizie dopo le proposte in chat, la 'sorpresa' su viale Carlo III: ecco come ha agito la baby gang

I dettagli della crudele aggressione ai danni di un 32enne che è stato picchiato e rapinato

L’incontro lo avevano fissato su un sito. Una strategia, forse, già ripetuta in altre occasioni e che gli permetteva di scegliere le proprie vittime con “accuratezza”. E’ quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Caserta che hanno arrestato tre ragazzini minorenni di Maddaloni (15, 16 e 17 anni) per rapina e sequestro di persona ai danni di un uomo della provincia di Salerno. 

L'appuntamento su viale Carlo III

L’appuntamento con la vittima venne fissato su viale Carlo III, il lungo asse viario che collega dall'uscita autostradale di Marcianise a San Nicola la Strada e Caserta. Il 32enne di Nocera Inferiore, una volta giunto in auto all’appuntamento, ha però trovato la ‘prima sorpresa’: ad attenderlo non c’era solo il ragazzo col quale aveva dialogato nella chat, ma anche altri due amici, i quali gli hanno fatto subito capire le proprie intenzioni. Lo hanno fatto salire con forza in auto e lo hanno portato in una strada di campagna, sempre in territorio casertano: qui lo hanno iniziato a picchiare costringendolo a cedere tutti i soldi che aveva con sé ed anche il bancomat delle Poste. Prima di dir loro il codice, la vittima ha provato a resistere, ma sono volati ancora calci e pugni. Alla fine ha ceduto alle sevizie.

Il prelievo all'ufficio postale di San Nicola

I tre aggressori lo hanno fatto salire nel cofano della sua stessa auto ed hanno girato a lungo. Poi sono giunti presso un ufficio postale di San Nicola la Strada, dove hanno prelevato oltre 500 euro. Ed è questo il momento in cui hanno commesso l’errore più grave. Perché non si sono accorti della presenza delle telecamere del bancomat che sono state estrapolate dai carabinieri guidati dal maggiore Andrea Cinus, e che ha permesso agli inquirenti di arrivare a loro.

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La baby gang potrebbe aver colpito in altre occasioni

Ora sono in carcere, con accuse pesanti. Ma i carabinieri non escludono che possano aver colpito anche in altre occasioni, per aggressioni similari che non sono state però denunciate. Del resto, il ‘modus operandi’, come emerge da ambienti investigativi, non è certamente quello di un gruppo ‘novizio’ a queste aggressioni. L’ipotesi è che quella che viene considerata una vera e propria ‘baby gang’ possa aver colpito ancora.

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