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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca San Gregorio Matese

Raid incendiario nella casa del dirigente della task force antibrucellosi

Bruciate le sedie e il tavolo: trovata una bombola di gas

Una bombola di gas, l'incendio e fortunatamente pochi danni. Ma di certo un avvertimento, sul quale stanno lavorando i carabinieri di Piedimonte Matese. Raid contro il dirigente della task force antibrucellosi Marcello Di Franco, nella propria abitazione a San Gregorio Matese. 

Nell'attico del 1900 è stata trovata infatti una bombola, probabilmente con poco metano, che ha originato un rogo, grazie ad una candela, che ha distrutto le sedie di legno e i piedi del tavolo. Non c'è stata esplosione proprio perché c'era pochissimo metano, altrimenti sarebbe potuto finire in tragedia. 

Di Franco non accedeva all'abitazione da giorni e come riporta 'Il Mattino' non è dato quindi sapere quando ci sia stato questo raid incendiario ma sicuramente negli ultimi venti giorni, visto che Di Franco era stato in questa casa a metà ottobre. 

Si pensa possa essere stato un avvertimento per l'attività di Di Franco in ambito bufalino di controllo nelle aziende per la prevenzione della brucellosi. 

"Mai mi sarei aspettato una cosa del genere - ha detto -, già ho subito altre minacce ma questa va oltre. Significa però che stiamo lavorando bene e le nostre denunce stanno andando a segno". 

"Ciò che è accaduto al dottor Marcello Di Franco è inqualificabile, a lui e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà". A parlare è Gabriele Peperoni, vice presidente nazionale del Sindacato unico medici ambulatoriali italiano (SUMAI) nel quale militano numerosi medici veterinari. "Questo atto intimidatorio - dice Peperoni - non deve restare impunito. L’attività dei medici veterinari in Campania è particolarmente delicata e soggetta a pressioni da parte di coloro che perseguono interessi personali a scapito della salute dei cittadini. I colleghi veterinari sono infatti chiamati a tutelare il patrimonio zootecnico, verificare gli impianti di macellazione, lavorazione e conservazione delle carni, la produzione dei mangimi e vigilare su tutti gli alimenti di origine animale. Condanniamo fortemente l’atto e chiediamo all’autorità giudiziaria di fare piena luce sullo scellerato gesto che avrebbe potuto portare conseguenze più gravi al dottore Di Franco ed ai familiari affinché l’attività sua e di tutti i medici veterinari campani possa essere svolta in maniera serena nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie responsabilità professionali".

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