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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Cronaca Castel Volturno

Racket del pane: svolta in Cassazione per gli eredi

La Suprema Corte ha annullato la confisca delle quote sociali della "Panificazione"

Secondo annullamento in Cassazione per gli eredi del re del pane di Giugliano in Campania Giuliano Pianese, alias Giulianiell o' sicc, con diversi punti vendita nel litorale domizio. È stata questa la decisione della Prima Sezione della Corte di Cassazione che ha accolto i ricorsi presentati dai legali Ferdinando Letizia e Dario Vannetiello nell'interesse di Marilena Pianese ed Antonio Pianese, figli di Giuliano, avverso il decreto emesso il 30 settembre 2021 dalla Corte di Appello di Napoli.

La vicenda giudiziaria in cui sono stati malgrado coinvolti gli eredi di Giuliano Pianese comincia con l'arresto del genitore nel gennaio 2015 a seguito di una operazione congiunta tra Guardia di Finanza e Polizia di Stato, su coordinamento della Dda, secondo cui Pianese sarebbe stato affiliato al clan Mallardo e che la società di cui era titolare 'La Panificazione srl' sin dalla sua costituzione nel '94 sarebbe servita per imporre il 'pane del Clan' agli esercizi commerciali oltre che supermercati non solo del giuglianese ma anche del litorale domizio.

Secondo la ricostruzione della Dda partenopea, Giulianiell o sicc ed alcuni suoi dipendenti avrebbero avvicinato diversi commercianti rientranti nel territorio del clan Mallardo imponendo loro l'acquisto del pane della società di Pianese a suon di minacce e violenze. Lo scopo delle minacce infatti sarebbe stato quello di estromettere le altre ditte concorrenti avvalendosi della particolare vicinanza a Feliciano Mallardo detto 'o sfrigiat' reggente del clan giuglianese. In caso di rifiuto, gli imprenditori sarebbero stati minacciati e in alcuni casi dalle parole si sarebbe passati ai fatti.

Nel 2017 viene disposta la confisca della società di Pianese, il capitale sociale della società "La Panificazione" e due ville appartenenti agli eredi per un valore stimato pari a 3 milioni di euro. Nel maggio 2018 Giuliano Pianese viene condannato per il reato di illecita concorrenza con violenza e minacce dalla Corte di Appello di Napoli, che aveva escluso l'aggravante dell'agevolazione mafioso per il clan Mallardo. I legali degli eredi del re del pane di Giugliano in Campania presentano ricorso in Cassazione avverso il provvedimento che aveva disposto la confisca dei due immobili dei Pianese, il cui acquisto per la Dda di Napoli sarebbe stato possibile grazie ai proventi illeciti della società del padre 'affiliato' ai Mallardo.

I difensori riuscirono a dimostrare che i due figli di Giugliano Pianese avevano redditi propri e che l'acquisto di tali immobili era stato possibile grazie ad introiti non afferenti alla società del padre. La Suprema Corte accolse il ricorso restituendo le due ville agli aventi diritto. Permaneva però il provvedimento di confisca per le quote societarie di Antonio Pianese e Marilena Pianese, rispettivamente del 30% e del 40% del capitale sociale della 'Panificazione srl'.

Viene nuovamente proposto ricorso in Cassazione da parte dei legali Letizia e Vannetiello. Il Procuratore Generale aveva richiesto il rigetto richiamando la sentenza in primo grado dove Pianese padre era stato condannato per illecita concorrenza con violenza e minaccia con l'aggravante di aver favorito l'associazione camorristica del clan Mallardo. Dopo copiose controdeduzioni alla nota del PG prodotte dai legali la Prima Sezione della Suprema Corte ha accolto il ricorso dei difensori dei Pianese ed ha annullato il provvedimento di confisca delle quote societarie emesso dalla corte di Appello di Napoli nel settembre 2021 disponendo il rinvio ad una nuova sezione della Corte di Appello partenopea per un nuovo esame della vicenda.

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