Cronaca

Dissequestrati gli impianti del caseificio dell'ex candidato sindaco

Il magistrato ha chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio

Un blitz fulmineo, del tutto a sorpresa, nell’ambito di una vasta operazioni di controllo e monitoraggio ambientale del territorio, avvenuto nel noto caseificio di Massimo Ponticorvo di Alvignano e un conseguente provvedimento di sequestro dell’impianto di scarico delle acque reflue dell’azienda da parte del Comando dei Carabinieri  Forestale della Stazione di Pietramelara - Nucleo Investigativo Polizia Ambientale ed Agrolimentare sotto la direzione del maresciallo Iodice unitamente al personale dei tecnici dell’ Arpac di stanza al Dipartimento Provinciale in Caserta.

Gli atti di sequestro e la comunicazione di notizia di reato venivano di conseguenza trasmessi alla Procura della Repubblica sammaritana e il fascicolo veniva assegnato al Pubblico Ministero Stefania Pontillo che chiedeva e otteneva dal Giudice per le indagini preliminari, Federica Villano, la convalida del provvedimento cautelativo e la emissione di un sequestro preventivo.

Nei giorni scorsi, su richiesta degli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo, legali e difensori dell’attuale consigliere comunale di opposizione del Comune di Alvignano, Massimo Ponticorvo, nonché titolare del caseificio omonimo,  l’impianto veniva completamente dissequestrato, la produzione cosi poteva continuare nel suo regolare ciclo di lavorazione.

Intanto il Pubblico Ministero ha depositato gli atti d’indagine espletata ed ha chiesto il rinvio a giudizio del legale responsabile della ditta,  operante da decenni nel settore della produzione di prodotti lattocaseari, in primis la mozzarella di bufala, destinata al commercio e alla vendita sul mercato nazionale ed internazionale,  per violazione delle norme in tema di inquinamento ambientale. Ora Massimo Ponticorvo, già candidato sindaco alla passata competizione elettorale del Comune dell’Alto Casertano dovrà comparire dinanzi al Giudice e difendersi nel processo per la contestata violazione dell’art. 452 bis del codice penale.

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