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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Mondragone

Rimborsi per 4mila euro di panini mai acquistati, i volontari: “Mai ricevuto la merenda”

Il processo sulle associazioni di protezione civile senza requisiti

Falsi rimborsi ai volontari impegnati nelle operazioni di prevenzione degli incendi boschivi. Sono stati gli stessi volontari a riferirlo ai giudici nel corso del processo a carico di 11 persone accusate a vario titolo di truffa, abuso d'ufficio ma anche - solo uno degli imputati - di aver appiccato un incendio sul Monte Massico.

Nel corso delle ultime udienze diversi volontari hanno confermato di non aver ricevuto generi alimentari, in particolare panino e bibita, per lo svolgimento delle operazioni di prevenzione antincendio. Circostanze che sono finite nel mirino degli inquirenti per le fatture - circa 4mila euro - relative ai rimborsi spesa presentati e pagati dal comune di Falciano del Massico. I sospetti degli inquirenti si sono concentrati anche su altre fatture: quelle relative alle divise acquistate presso una merceria. La titolare, però, ha smentito che si trattasse di falsi rimborsi in quanto le divise "blu intessute" erano state effettivamente realizzate ed acquistate. Si torna in aula a metà febbraio. Nel collegio difensivo sono impegnati tra gli altri gli avvocati Giovanni Zannini, Gennaro Caracciolo e Cinzia Laurenza.

L'indagine prese le mosse dall'incendio del Monte Massico, fatto per il quale è imputato il 55enne di Falciano del Massico Girolamo Spatresano avrebbe appiccato il fuoco in località "Panoramica Castellone". Dalle immagini della sorveglianza - finite agli atti della Procura - emerse come Spatresano indossasse una divisa di un'associazione che svolgeva servizi di protezione civile.

L'inchiesta a quel punto si allargò su due associazioni: "Vigili del fuoco in congedo", di cui era presidente Mario Pratillo, 61 anni di Mondragone, e "Vigili di Protezione Civile - Regione Campania" di Mondragone, di cui era presidente Alberto Piazza, 62 anni di Mondragone. Gli approfondimenti investigativi fecero emergere come non solo le associazioni non avessero i requisiti per espletare i servizi ma anche che i rimborsi - per carburante e generi alimentari - sarebbero avvenuti senza i dovuti controlli da parte degli organi preposti tra cui l'Ufficio Tecnico del Comune, di cui era dirigente Aurelio Antonio Petrella, 45 anni di Santa Maria Capua Vetere, e la polizia municipale, di cui era comandante Bernardo Scialò, 65 anni di Falciano del Massico. Con loro a processo ci sono anche Pasquale Ferrara, 59enne di Mondragone; Stefano Delle Cave, 38enne di Marano; Salvatore D'Aniello, 63enne di Falciano del Massico; Michele Pratillo, 39enne di Falciano del Massico; Gennaro Matano, 63enne di Falciano del Massico; Salvatore Sciaudone, 61enne di Falciano del Massico.

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