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Le immagini estrapolate dai video

Le immagini estrapolate dai video

Colpo di scena nel processo alle suore: il giudice chiede nuove indagini

Le vittime potrebbero aumentare. Altri genitori ascoltati dal magistrato

Colpo di scena questa nell’udienza al tribunale di Napoli Nord a carico delle quattro suore dell’istituto paritario Santa Teresa del Bambin Gesù di San Marcellino. Il gip Paone ha, infatti, annullato il decreto di giudizio immediato a carico delle quattro imputate accusate di maltrattamenti ai danni dei bambini dell’asilo nido, chiedendo al pubblico ministero Persico un supplemento di indagini per l’individuazione degli altri bambini che hanno subito le aggressioni da parte delle quattro ‘timorate di Dio’ ma che ad oggi non erano stati ancora individuati. 

La decisone del giudice ha seguito l’istanza presentata da alcuni genitori che hanno riconosciuto nei video registrati dai carabinieri in fase di indagine i propri figli ma che non erano ancora entrati nell’inchiesta. Sembrerebbe che almeno altre tre famiglie sarebbero pronte a costituirsi parte civile nel processo tramite l’avvocato Enrico Natale. Il magistrato della Procura della Repubblica di Napoli Nord ha immediatamente dato riscontro alla richiesta del gip e già in giornata ha convocato i genitori dei bambini esclusi finora dalle indagini per essere ascoltati. Le altre famiglie erano già rappresentate in aula dagli avvocati Gabriele Piatto, Arcangelo D’Alessio e Luigi Bartolomeo III.

La vicenda, scoppiata a giugno di quest’anno dopo l’operazione dei carabinieri, ha creato un grande scalpore a San Marcellino visto che la scuola paritaria affidata alle educatrici cattoliche era molto conosciuta. Ad incastrarle ci sono numerosi video in cui si vedono chiaramente le aggressioni ai bambini durante l’orario scolastico. In un'occasione, addirittura, un bambino finisce a terra accanto alla scrivania della suora dopo essere stato colpito.

Le indagini sono scaturite dalle denunce presentate ai carabinieri di San Marcellino da parte dei genitori di cinque bambini che, all'interno delle mura domestiche, avevano manifestato disagio e cambiamenti di umore chiaramente riconducibili a comportamenti subiti presso l'istituto scolastico. La madre superiore tentò anche di comprare il silenzio di una famiglia, offrendo di ripagare la retta scolastica.

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