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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Marcianise

Estorsioni dei Quaqquaroni, il capo delle nuove leve pentito subìto in aula

Il Procuratore Generale ha richiesto di sentire il collaboratore di giustizia Agostino Piccolo sul ruolo del coimputato

Rinnovo dell’istruttoria dibattimentale per sentire il collaboratore di giustizia. E’ quanto accaduto nel processo in Appello per gli affiliati e fiancheggiatori del clan Piccolo-Letizia, meglio noto come dei Quaqquaroni, per le estorsioni a commercianti e imprenditori nelle zone di Marcianise con l'aggravante dell'agevolazione del clan camorristico.

E’ quanto disposto dai giudici della prima sezione della Corte di Appello di Napoli che hanno disposto l’escussione del pentito nonchè imputato Agostino Piccolo, imprenditore ritenuto a capo delle nuove leve del sodalizio, sulla posizione di Gaetano Monica. In pratica il procuratore generale vuole vederci chiaro sulla posizione dell’imputato facendo riferimento alla sentenza di primo grado in abbreviato dove Monica venne assolto per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, incassando 13 anni e 4 mesi di reclusione per le estorsioni. Si torna in aula a giugno per l’escussione del pentito.

Sono finiti sotto processo Gaetano Monica, il collaboratore di giustizia Agostino Piccolo, Salvatore Letizia, Amedeo Belvisto, Pasquale Regino, il meccanico Antonio Ottavio Sorbo. Secondo quanto è emerso dalle indagini della Dda partenopea Agostino Piccolo avrebbe fornito indicazioni su commercianti da taglieggiare. Incarico, quello di richiedere le estorsione che andava eseguito da Francesco Piccolo, poi deceduto, e Gaetano Monica. Il biglietto da visita degli estorsori ai commercianti era sempre il medesimo: "Sono il compariello di Agostino". Chi non pagava subiva intimidazioni. E' accaduto al titolare di una concessionaria d'auto che rifiutò di pagare la tangente al clan e si ritrovò con la vetrina del locale commerciale infranta a suon di pallottole. Non solo contanti. Le tangenti spesso erano riscosse anche in merce come nel caso del titolare di un negozio di calzature che 'pagava' il clan con scarpe griffate o come il titolare di un auto salone che 'consegnava' vetture agli esattori della consorteria criminale. Nel mirino del clan dei Quaqquaroni anche una ditta di raccolta e smaltimento rifiuti che per 3 anni pagò rate di 3mlia euro, sempre a ridosso delle festività.

In primo grado sono stati inflitti 13 anni e 4 mesi di reclusione per Gaetano Monica per le estorsioni; 12 anni per l'imprenditore pentito Agostino Piccolo; 8 anni e 6 mesi per Salvatore Letizia; 10 anni per Amedeo Belvisto; 8 anni per Pasquale Regino; 4 anni per Antonio Ottavio Sorbo a cui sono state concesse le attenuanti generiche per il contributo fornito in misura equivalente all'aggravante mafiosa che è così caduta.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Tessitore, Francesco Liguori, Pasquale Barbato, Domenico Esposito.

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