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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Teano

Opere rubate al museo, la Procura invoca condanne per oltre 16 anni di carcere

Ai 6 imputati sono contestati i reati di ricettazione e furto aggravato di reperti archeologici

Sedici anni e quattro mesi di reclusione. Sono queste le richieste di condanna formulate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nel corso dell'udienza celebrata dinanzi al giudice monocratico Giorgio Pacelli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo per le opere d'arte trafugate al Museo Archeologico e al Teatro Romano di Teano e rivendute a professionisti dell'area sidicina.

Sono stati richiesti 5 anni e un mese di reclusione per Luca Compagnone; 3 anni e 6 mesi di reclusione per Antonio Pane; 3 anni e 2 mesi di reclusione per Domenico De Biasio; 2 anni e 8 mesi di reclusione per il sanitario Emilio Autieri; 2 anni e 7 mesi di reclusione per Massimo Aversano; 1 anno e 4 mesi di reclusione per l'avvocato Gerardo Mastrostefano, assoluzione per l’accusa di ricettazione.

Gli imputati sono accusati a vario titolo di ricettazione di reperti archeologici e furto aggravato dall'utilizzo di una minorenne. L'indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli con la collaborazione degli uomini della Compagnia di Capua iniziò nel gennaio 2016 seguendo le tracce di un furto commesso nel Museo Archeologico di Teano dove venne sottratta di una lucerna in terracotta apposta su una tomba cappuccina.

I militari risalirono ai responsabili di quel furto compiuto il 13 gennaio 2016 ad opera di Antonio Pane, Domenico De Biasio e di una ragazzina che venne impiegata per un altro furto di reperti archeologici consumatosi presso il Teatro Romano di Teano. Seguendo gli imputati scoprirono il sistema di furti non solo di opere antiche ma anche di porte, sedie e attrezzature da giardinaggio, nonché il meccanismo di vendita illegale a professionisti e le varie correlazioni con gli altri imputati.

A casa del sanitario Autieri i carabinieri rinvennero circa 170 reperti depredati dal Teatro Romano e dal Museo Archeologico di Teano. Al seguito di un blitz a casa del legale Mastrostefano venne rinvenuto un busto maschile in marmo di epoca romana e nella casa paterna circa 33 opere perlopiù funerarie. Le opere sequestrate di verosimile interesse archeologico avevano un valore di mercato pari a 500.000 euro.

Si torna in aula verso la fine del mese di maggio per la lettura del dispositivo. Nella difesa sono impegnati gli avvocati Paquale Rocco, Ciro Balbo, Ignazio Maiorano, Francesca Grazia Forte, Giovanni Scoglio.

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