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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Mamma uccisa, salta la testimonianza del ‘mago’

In aula altri 3 testimoni. Un condomino ‘interrogato’ su una foto che lo ritrae vicino ad un cancellato secondario

Era un’udienza molto attesa quella in programma stamattina davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere dove si sta tenendo il processo per l’omicidio di Katia Tondi, la giovane mamma uccisa a San Tammaro nel 2013 per la cui morte è imputato il marito Emilio Lavoretano di Santa Maria Capua Vetere.

Oggi doveva essere ascoltato un mago di Santa Maria la Fossa, ma la sua testimonianza è saltata perché il pubblico ministero Domenico Musto, impossibilitato ad essere presente, ha chiesto di poterlo interrogare in prima persona. L’udienza è continuata con altri tre testi. Di uno è stato acquisito il verbale di sommarie informazioni; un condomino ha, invece, affermato di non trovarsi in casa al momento del delitto; il terzo, invece, ha affermato di essere uscito di casa verso le 18,30 di quel sabato pomeriggio e di non aver notato nulla di strano, nè di aver visto il padre di Emilio e lo stesso Emilio nel parcheggio quando è uscito. Quest’ultimo è stato poi ‘interrogato’ relativamente ad una foto presentata dalla difesa di Lavoretano che lo ritrae, nei giorni successivi all’omicidio, mentre armeggia vicino ad un cancellato secondario del parco Laurus di San Tammaro, quasi come se fosse intento ad aggiustare la serratura.

Particolare non di poco rilievo visto che la tesi alternativa all’omicidio per mano del marito è quella di una possibile rapina finita male. Il teste, che si è riconosciuto in foto, non ha ricordato però cosa stesse facendo vicino al cancello in quel momento. Ha spiegato che al di lá di quel cancelletto secondario distante circa 20metri dalla scala dove abitava Lavoretano, vi è un terreno incolto aperto.

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