Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca Lusciano

Punta un coltello alla gola della moglie. La vittima in aula: "Mi vedevo troppo vecchia per denunciare"

Dinanzi al giudice monocratico Cioffi del tribunale di Napoli Nord la donna ha raccontato di oltre 35 anni di vessazioni e percosse

"Mi umiliava e mi picchiava da oltre 35 anni. Molte volte andavo in giro con lividi sul volto e con le labbra ferite che non riuscivo neppure a mangiare perchè c'erano i segni dei suoi pugni. I segni però li avevo pure sul corpo per non parlare delle ossa rotte. Ho vissuto un inferno e mi vergognavo perchè mi ritenevo troppo vecchia per denunciare, ma poi ho trovato il coraggio. Il mio incubo doveva finire". Sono le dichiarazioni rese, dinanzi al giudice monocratico Giuseppe Cioffi del tribunale di Napoli Nord, da una 69enne di Casaluce nel processo a carico dell'ex marito, un 73enne di Lusciano per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.

La donna ha raccontato al giudice normanno le continue vessazioni, le minacce di morte come quelle rafforzate da un coltello puntatole alla gola, le offese quotidiane al suo decoro e dignità.

Il 73enne, assistito dai legali Ferdinando Letizia e Anna Tartaglione, fu destinatario di una misura cautelare della custodia in carcere eseguita dai carabinieri della stazione di Teverola. Misura avverso la quale i legali hanno presentato appello al Riesame. La dodicesima sezione del Riesame del tribunale di Napoli ha accolto l'istanza disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari per il 73enne a casa del figlio a Parete.

Si torna in aula nel mese di giugno per l'escussione di ulteriori testimoni.

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