Cronaca Marcianise

Favori all'Interporto, l'ex dirigente Tartaglione accusa il suo successore Spasiano

Il processo per i permessi a costruire illegittimi. L'ex responsabile torna sulle anomalie della delibera del commissario

L'ex dirigente ai Lavori Pubblici del comune di Marcianise Fulvio Tartaglione conferma le accuse al suo successore Gennaro Spasiano. E' quanto accaduto nel corso del processo che vede imputato Spasiano insieme al patron dell'Interporto Giuseppe Barletta ed all'ad dell'Ise Antonio Campolattano sui presunti favori per i permessi a costruire dell'Interporto Marcianise-Maddaloni.

Tartaglione, escusso dinanzi al collegio presieduto dal giudice D'Angelo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha sostanzialmente confermato le presunte irregolarità riferite all'autorità giudiziaria in fase di denuncia. In particolare l'anomalia della delibera (non delibera) del commissario Reppucci che "non poteva essere applicata" al caso dell'Interporto essendo "gli interventi di tipo non residenziale". Inoltre, in qualità di dirigente, aveva partecipato anche ad alcune riunioni riguardanti l'Accordo di Programma siglato nel 1996, durante le quali aveva segnalato a Campolattano la necessità di adottare un piano attuativo per procedere alla realizzazione delle opere, cosa che poi non si è verificata. 

Nel corso dell'udienza sono stati escussi anche alcuni periti che hanno argomentato sulla solidità economica della rete di imprese di Barletta. Si torna in aula a metà giugno quando verrà escusso il superconsulente della Procura Carli, sulla cui relazione si fonda gran parte dell'impianto accusatorio. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Andrea Piccolo, Mauro Iodice, Amedeo Barletta e l'ex pm di 'Mani Pulite' Antonio Di Pietro. 

La vicenda al centro del processo riguarda i presunti favori per i permessi a costruire dell'Interporto che sarebbero stati privi della necessaria approvazione della variante urbanistica. L’illegittimità dei permessi muove dalla constatazione della Procura circa il fatto che il dirigente Spasiano avrebbe fondato i permessi su una delibera del commissario straordinario del Comune di Marcianise datata 3 giugno 2016 non potendolo fare, posto che tale delibera era in realtà priva di valore provvedimentale. 

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