Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

CAMORRA Il nuovo pentito in aula nel processo alle figlie di Bidognetti

Cavaliere ha parlato dei rapporti con diversi esponenti del clan e del business della droga e della prostituzione. E spunta il nome di una donna che controlla le giovani prostitute

Katia BIdognetti, figlia del capoclan Francesco

E’ durata oltre cinque ore la deposizione davanti al gup Tommaso Perrella del tribunale di Napoli del neo collaboratore di giustizia Stanislao Cavaliere, chiamato a testimoniare nel processo al clan dei Casalesi che vede imputate, tra gli altri, Katia e Teresa Bidognetti, figlie del capoclan dei Casalesi Francesco. Il collaboratore, interrogato dal pm della Dda D’Alessio, ha raccontato la sua ’storia criminale’ dal 2014 alla metà del 2015, quando finì in carcere, della gestione dello spaccio di droga a Castel Volturno e Casal di Principe, fino alla tratta della prostituzione che pure è finita sotto l’egida dei Casalesi. Il tramite sarebbe una donna, tale Genny, che gestisce tantissime ragazze che si prostituiscono sulla Domiziana e che sarebbe ‘passata’ sotto l’ala influenza dell’organizzazione criminale a a cui cede parte dei proventi del ‘lavoro’. Cavaliere ha poi parlato dei rapporti che aveva con gli esponenti del gruppo Venosa, con Gaetano Cerci delle figlie di Bidognetti che, stando al suo racconto, erano una sorta di figura di collegamento col padre in carcere.

Gli imputati nel processo con rito abbreviato sono Ciro Aulitto 62enne di Castel Volturno; Antonio Baldascini, 57enne di Casal di Principe; Giuseppe Basco 31enne di Frignano; Giuseppe Bianchi, 40enne di Casal di Principe; Francesco Bidognetti, 67enne di Casal di Principe; Katia Bidognetti, 36enne di Napoli; Teresa Bidognetti, 28enne di Casal di Principe (entrambe figlie di Francesco); Vincenzo Bidognetti, 33enne di Casal di Principe; Luigi Bitonto, 42enne di Castel Volturno; Stanislao Cavaliere, 52enne di Casal di Principe; Gaetano Cerci, 53enne di Casal di Principe; Gabriele Cioffi, 43enne di San Nicola la Strada; Domenico D'Alterio, 49enne di Castel Volturno; Antonio Luigi De Luca, 38enne di Giugliano; Vincenzo De Luca, 41enne di Casal di Principe; Mirco Feola, 38enne di San Nicola la Strada; Giovanni Lubello, 32enne di Casal di Principe; Umberto Maiello, 59enne di Casal di Principe; Raffaele Manfredi, 30enne di Casal di Principe; Carmine Micillo, 65enne di Castel Volturno; Dionigi Pacifico, 56enne di Casal di Principe; Francesco Puoti, 45enne di San Cipriano d'Aversa; Vincenzo Schiavone, 52enne di Casal di Principe; Giacomo Simonetti, 41enne di San Cipriano d'Aversa; Carlo Taurino, 44enne di Mondragone; Ciro Taurino, 46enne di Mondragone; Giuseppe Verrone, 34enne di San Cipriano d'Aversa; Orietta Verso, 44enne di Parete, nuora del boss Bidognetti.

Le estorsioni, secondo l'accusa, sono state commesse ai danni di imprenditori di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, Cellole, Castel Volturno, Acerra e Roma. Nel mirino degli esattori del clan era finita anche una prostituta albanese residente a Giugliano. Nel collegio difensivo ci sono, tra gli altri, gli avvocati Mirella Baldascino, Nello Sgambato, Giovanni Abet, Gennaro Caracciolo, Ferdinando Letizia e Franco Liguori.

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