Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Casapesenna

Processo don Barone, video e messaggi nei cellulari 'smarriti'. Difesa chiede perizia

I supporti informatici rinvenuti dopo il verdetto di primo grado. Pg invoca processo bis con tre testimoni in Corte d'Appello

La prova dell'innocenza di Michele Barone, l'ex sacerdote del Tempio di Casapesenna, sarebbe contenuta in alcuni video e nei messaggi rinvenuti su 3 cellulari ritrovati dopo la sentenza di primo grado pronunciata dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Lo ha sottolineato il difensore di Barone, l'avvocato Carlo De Stavola (che difende l'ex prete insieme a Maurizio Zuccaro), nel corso del processo in Appello chiedendo una perizia sui nuovi supporti informatici nella disponibilità della difesa. 

Assoluzione definitiva per il poliziotto 

E' stata questa una delle numerose eccezioni che hanno caratterizzato la prima (vera) udienza in Corte d'Appello a carico di Barone, accusato di maltrattamenti su una ragazzina di 14 anni di Maddaloni durante pratiche esorcistiche medievali, e di entrambi i genitori dell'adolescente. In apertura del processo, infatti, è stata dichiarata l'inammissibilità dell'appello del pm per Luigi Schettino, il dirigente di polizia deceduto per Covid le scorse settimane. Ammessa la richiesta dell'avvocato De Stavola (difensore anche di Schettino) con l'assoluzione pronunciata in primo grado che diventa definitiva non essendosi costituito il rapporto processuale ed essendo la causa estintiva intervenuta dopo l’assoluzione e prima della costituzione del rapporto processuale.

Chiesto il processo bis con 3 testimoni

Dopo le eccezioni preliminari, tra cui quella riguardante l'inammissibilità del ricorso del pm per genericità sollevata sempre dall'avvocato De Stavola (respinta dai giudici) ha preso la parola il consigliere, la dottoressa Golia, per la sua relazione sul processo di primo grado. Il procuratore generale Gargiulo ha chiesto la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale con l'escussione di due ragazze che accusano di violenza sessuale Barone (reati per i quali c'è stata assoluzione in primo grado) e del commissario Vito Esposito che, a distanza di 4 mesi dai fatti e quando ormai il caso era scoppiato, aveva redatto la relazione di servizio alla base delle accuse al dirigente Schettino. Fatti per cui era stata disposta l'apertura di un fascicolo in Procura per omessa denuncia (Esposito venne sentito assistito da un legale nel corso del processo). Infine, i difensori dei genitori della ragazza maltrattata - gli avvocati Giuseppe Stellato e Carlo Taormina - hanno chiesto l'esame per i loro assistiti. Questioni su cui la Corte d'Appello scioglierà le riserve alla prossima udienza, fissata a fine maggio. 

Il verdetto in primo grado

In primo grado Barone era stato condannato a 12 anni di reclusione solo per i maltrattamenti e le lesioni subite dalla ragazza mentre era stato assolto dall'accusa di violenza sessuale nei confronti di altre due ragazze. Il padre e la madre della ragazza erano stati condannati a 4 anni e 5 mesi e 4 anni a testa.

Una sentenza che è stata appellata da tutte le parti, compresa Procura e parti civili, tra cui l'avvocato Rossella Calabritto, che hanno chiesto la revisione della sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e di condannare Barone anche per la violenza sessuale. Tra le parti civili anche l'avvocato Luigi Ferrandino. 

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