Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Lo ‘stress’ di Schiavone jr ed il giallo dei documenti: il processo Cosentino al nodo decisivo

Conclusa la deposizione del figlio di Sandokan. Nella prossima udienza la Corte d’Appello deciderà se acquisire gli atti

L'ex sottosegretario Nicola Cosentino

Il processo d’appello a carico dell’ex sottosegretario alle Finanze Nicola Cosentino è arrivato al nodo decisivo. Chiusa mercoledì la deposizione di Nicola Schiavone, il figlio di Sandokan, nella sua veste di collaboratore di giustizia, a metà maggio la Corte di Napoli deciderà se acquisire un faldone composto da una settantina di documenti dai quali emergerebbero “evidenti contraddizioni” rispetto al narrato del pentito.

Si tratta di atti relativi alle elezioni del 2005, alla discarica di Ferrandelle, alla centrale termoelettrica di Sparanise, su cui, secondo Schiavone, c’era l’interesse imprenditoriale di Cosentino. I giudici si sono riservati di decidere la loro ammissione.

Proprio nell’ultima udienza gli avvocati del politico casertano, ex leader di Forza Italia, hanno fatto emergere una importante contraddizione relativa alle elezioni provincia del 2005, quando Nicola Cosentino (che è stato condannato a 9 anni in primo grado) perse contro Sandro De Franciscis. Nicola Schiavone, infatti, ha dichiarato che il clan dei Casalesi aveva votato Cosentino, mentre dalla deposizione emerge che l’appoggio sarebbe andato al rivale. Per Schiavone jr questa “differenza” sarebbe legata allo “stress” a cui era sottoposto quando ha reso quelle dichiarazioni.

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