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Venerdì, 17 Maggio 2024
Cronaca Parete

Capo occulto di una società fallita, finisce sotto processo per bancarotta. Il giudice lo assolve

Il 39enne è finito nell'inchiesta delle fiamme gialle. Avrebbe nascosto i libri contabili dell'azienda

Assolto per non aver commesso il fatto. E' stata questa la pronuncia della prima sezione del tribunale di Napoli Nord - presieduta da Agostino Nigro con a latere Ilaria Chiocca e Domenico Vernillo - nei confronti di Giovanni D'Angiolella, 39enne di Parete, finito sotto processo per bancarotta fraudolenta documentale aggravata. 

Secondo quanto ricostruito dalla Procura normanna (che ha richiesto 4 anni di reclusione per il 39enne) nel marzo 2019 in qualità di amministratore della Infruit srl con sede a Sant'Antimo, società dichiarata fallita nel marzo 2019, aveva nascosto le scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari della società. 

Nella società, secondo quanto accertato dalla guardia di finanza di Frattamaggiore, si sono succeduti diversi amministratori tra cui D'Angiolella fino al 2017. A decorrere da tale anno gli subentrò una amministratrice. Per le fiamme gialle nonostante il 39enne ricoprisse un lavoro diverso come trasportatore, era considerato un gestore occulto e la nuova amministratrice una sorta di testa di legno. 

Impianto accusatorio demolito dal legale di D'Angiolella, l'avvocato Enzo Di Vaio, che ha fatto emergere quanto gli elementi che indicassero l'imputato come gestore occulto non erano riscontrabili. Tesi accolta dal collegio che ha assolto il 39enne per non aver commesso il fatto.

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