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Cronaca Sparanise

Via al processo per 8 imputati della strage terroristica con 86 morti

Tra gli imputati anche l'uomo fermato a Sparanise: per la Procura francese ha fornito le armi

E’ iniziato in Francia il processo per l’attentato terroristico di Nizza del 14 luglio 2016 nel quale persero la vita 86 persone (tra cui 6 italiani), mentre ne rimasero ferite altre 450. La strage si consumò per mano di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31enne franco-tunisino, che era alla guida del Suv che investì ed uccise i passanti e che, dopo, iniziò a sparare sulla folla con una pistola semiautomatica. L'attentatore venne freddato pochi minuti dopo la strage dalla polizia francese.

Sono finiti sotto processo, accusati a vario titolo di associazione a delinquere a scopo terroristico, detenzione illegale di armi da guerra e traffico d’armi, ci sono otto persone, tra cui Endri Elezi, l’uomo fermato dalla Digos di Caserta e Napoli a Sparanise il 21 aprile 2021. Al 29enne sono stati contestati i reati di detenzione illecita di armi da guerra e traffico d’armi. Il suo fu un ‘arresto lampo’ da parte dei poliziotti, avvenuto a soli 3 giorni dal mandato di arresto europeo che era stato spiccato nei suoi confronti dalle autorità francesi oltre che di una 'red notice’ (avviso di localizzazione e cattura di persona ricercata da una autorità giudiziaria o tribunale internazionale) dell'Interpol emessa dalle autorità parigine. Era stato individuato dagli agenti della Digos casertana grazie allo scambio informativo fornito dalla Direzione Centrale dalla Polizia di Prevenzione partenopeo nonché da una capillare attività info investigativa e fermato nel tardo pomeriggio del 21 aprile 2021 in via Solimene a Sparanise, poco distante da un appartamento preso in affitto con la compagna ed il figlioletto di pochi anni.

Per la Procura Antiterrorismo parigina Elezi è stato ritenuto responsabile di aver fornito un Kalashnikov Ak 47 ed una pistola semiautomatica rivelatasi poi essere giocattolo all'attentatore di Nizza. Questo scambio avvenne nel 2016 quando Elezi si trovava in Francia, ospite di alcuni connazionali. Si era trasferito nel casertano dall’inizio del 2021 con la sua famiglia e qui aveva trovato lavoro come bracciante agricolo. Si era introdotto in Italia fornendo generalità false: sul passaporto, infatti, era riportato il nome di Blliku Endri, di 30 anni. Un escamotage utilizzato dall’armiere albanese, non passato inosservato però per gli investigatori casertani. Elezi, rappresentato in Italia dall'avvocato Francesco Fabozzi, aveva dimostrato nel corso dell'udienza di estradizione celebrata presso la Corte di Appello di Napoli che la compravendita era relativa ad un kalashnikov 'guasto' ed una pistola giocattolo ma che tali armi non rientrarono nella dotazione dell'attentatore di Nizza. Elezi è stato comunque estradato.

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