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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Dai bar nelle scuole agli accordi per gli appalti: il pentito vuota il sacco sugli affari dei Casalesi

Francesco Zagaria ascoltato nel processo d’Appello che vede imputato anche l’ex sindaco Di Muro

Spunta il progetto firmato da Guglielmo La Regina per la realizzazione del collettore di Grazzanise. Lo ha riferito nel corso del suo controesame in Appello il collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, alias Ciccio 'e Brezza, nel processo nel quale è imputato Francesco Madonna insieme ad Alessandro Zagaria,  - ritenuto il trait d'union tra il clan e le pubbliche amministrazioni -  l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro (condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi), il progettista Guglielmo La Regina (condannato in primo grado a 6 anni), Roberto Di Tommaso (condannato a 1 anno con pena sospesa) tutti accusati per la corruzione per la riqualificazione di Palazzo Teti-Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere.

Il pentito è stato messo sotto torchio dai difensori ampliando il quadro già descritto nelle sue dichiarazioni di inizio anno. Zagaria, che ha ribadito di essere lui il capo della fazione dopo l'arresto del boss Michele Capastorta, ha evidenziato come alla prima gara per il collettore - poi annullata - partecipò con la sua impresa, la Prisma Costruzioni, ma con l'obiettivo di favorire l'impresa di Madonna - ritenuto dagli inquirenti vicino al gruppo Schiavone ed assolto in primo grado. Ciccio 'e Brezza parla di un cartello composto da più imprese per 'alterare la gara' in maniera meno evidente. E per la progettazione del collettore il trust nato dall'accordo tra gli Zagaria e gli Schiavone si sarebbe rivolto proprio a Guglielmo La Regina (non coinvolto nell'inchiesta sul collettore). Un progetto da 50mila euro di cui 10mila li avrebbe messi proprio Ciccio e' Brezza. Poi la gara venne annullata e Zagaria non partecipò al secondo bando (poi affidato a Madonna).

Secondo il racconto del pentito, per i favori sull'emissario il clan si sarebbe impegnato con l'allora sindaco di Grazzanise (Enrico Parente deceduto) che avrebbe chiesto il pestaggio di un consigliere comunale d'opposizione e di un funzionario comunale, al quale poi venne effettivamente pestato il figlio.

Zagaria ha poi parlato ancora di Alessandro Zagaria e del fatto che sarebbe stato proprio il capoclan Michele Zagaria ad indurlo ad accrescere il suo raggio d'azione non solo alla ristorazione ma anche alle mense ed ai bar nelle scuole. Ciccio 'e Brezza parla di due scuole a Capua, tra cui l'Itis il cui bar era gestito da una persona vicina all'ex assessore Marco Ricci (anche lui a processo per un'altra inchiesta sui tentacoli del clan sulla città di Ettore Fieramosca). Si torna in aula a inizio luglio. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Giovanni Cantelli, Angelo Raucci, Abet e Renato Jappelli. Si è costituito parte civile il Comune di Grazzanise con l'avvocato Salvatore Piccolo.

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