Processo all'ex sindaco, spunta talpa in Procura. Zagaria: "Mi avvisò delle indagini"

Antropoli fece da tramite e consegnò il documento 'top secret'. Sentito l'ex candidato Chillemi: "Non l'ho mai conosciuto"

Francesco Zagaria e Carmine Antropoli

L'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli avrebbe fatto da tramite tra Francesco Zagaria, il colletto bianco del clan dei Casalesi, e una 'talpa' in Procura. Lo ha rivelato lo stesso Zagaria, oggi collaboratore di giustizia, nel corso del processo che lo vede alla sbarra proprio con Antropoli insieme agli ex amministratori capuani Marco Ricci e Guido Taglialatela

Le nuove dichiarazioni del pentito

E' stato il pm della Dda Maurizio Giordano a depositare le nuove dichiarazioni di Ciccio 'e Brezza nel corso dell'udienza celebrata dinanzi alla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal giudice Giovanna Napoletano. Secondo quanto riferito da Zagaria, nel 2012 in seguito ad una perquisizione presso una bisca da lui gestita a Grazzanise, si recò da Antropoli "perché sapevo che aveva un suo parente in Procura" per cui Zagaria chiese all'ex sindaco di Capua "se poteva farmi sapere qualcosa in merito alle ragioni di questa irruzione". 

Una talpa in Procura parente dell'ex sindaco

Dopo qualche giorno il pentito venne ricontattato da Antropoli che "mi consegnò un documento che io lessi e che ricordo essere a firma del dottor Catello Maresca. Questo documento mi colpì molto perché mi descriveva come colui che aveva preso il posto di Michele Zagaria nelle zone di Grazzanise, Capua e Santa Maria Capua Vetere". Zagaria ha riferito che quel documento, indirizzato alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, Antropoli se lo sarebbe procurato da "un suo parente in servizio presso una Procura della Repubblica". 

La deposizione del candidato sindaco

Dopo le nuove dichiarazioni di Zagaria è stata la volta di Giuseppe Chillemi, ex candidato a sindaco di Capua nella tornata del 2016. Secondo l'accusa Zagaria avrebbe partecipato attivamente alla campagna elettorale di Chillemi sostenendo il suo schieramento in virtù di un "patto" proprio con Antropoli. Chillemi (non indagato ma escusso assistito dal suo difensore Pietro Romano proprio alla luce delle dichiarazioni accusatorie di Zagaria) ha spiegato di non aver mai incontrato Ciccio 'e Brezza ma di averlo solo visto in occasione dei comizi elettorali. 

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Il processo riprenderà a metà ottobre. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Mauro Iodice, Gerardo Marrocco, Guglielmo Ventrone, Lorenzo Caruso, Giuseppe Stellato, Nicola Leone, Maiello, Elisabetta Di Rauso.

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