Cronaca

Processi in Romania: il giudice rinvia la "consegna" di Inquieto

Per l'imprenditore di Casepesenna arriva un sequestro bis da parte della magistratura rumena

L'imprenditore di Casapesenna Nicola Inquieto

Un procedimento penale dinanzi all'auotrità giudiziaria rumena. E' questo il motivo alla base della mancata "consegna" alle autorità italiane di Nicola Inquieto, l'imprenditore di Casepesenna trapiantato a Pitesti destinatario di un mandato di cattura europeo emesso dalla Direzione Investigativa Antimafia, accusato di aver curato gli interessi economici ed imprenditoriali investendo i capitali del capoclan Michele Zagaria in Romania.

L'Alta Corte di Cassazione e Giustizia rumena ha rinviato "la consegna di Inquieto (che, secondo quanto riferito dal quotidiano rumeno Libertatea, ha dato il consenso all'estradizione nda) alle autorità italiane fino alla risoluzione definitiva dei casi che giustificano il rinvio del mandato di estradizione", si legge nella sentenza.

In altri termini bisogna verificare se Inquieto, difeso dall'avvocato Nicola Marino, abbia procedimenti ancora pendenti dinanzi all'autorità giudiziaria rumena e soltanto alla loro definizione o addirittura dopo l'esecuzione della pena (in caso di detenzione in carcere) si potrà dare esecuzione al mandato di arresto europeo spiccato dalla Dia. Ma, secondo la stampa rumena, la procedura per l'estradizione è destinata a continuare, con la causa che dovrà essere fissata e discussa. Nel frattempo l'imprenditore è stato scarcerato prima della scadenza dei termini per la carcerazione preventiva, fissati in 30 giorni dalla giustizia rumena.

La Corte rumena ha inoltre confermato il sequestro di beni. Pertanto Inquieto è stato rilasciato ma gli è vietato lasciare la Romania. All'imprenditore del clan, secondo quanto riportato dalla stampa rumena, sarebbe stato interdetto l'accesso agli oltre 200 beni oggetto di sequestro e non sarebbe in grado di effettuare trasferimenti di denaro.

Intanto nei giorni scorsi, il 23 aprile, gli è stato notificato un sequestro emesso dal Diicot (Divisione Investigativa per le Infrazioni del Crimine Organizzato e del Terrorismo) della sezione di Buzau, in Romania, con diversi terreni ed un appartamento finiti sotto chiave. Ma la vicenda Inquieto non è solo una questione italiana.

In Romania, secondo fonti di stampa rumene, molte persone sono preoccupate per aver acquistato appartamenti dalle aziende di Inquieto e pagato parte delle rate, pur non essendo diventati proprietari. Per questo l'autorità giudiziaria rumena ha istituito un "assicuratore" per 209 immobili, di cui 85 appartamenti.

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