Prete esorcista, le indagini vanno avanti. E “Le Iene” tornano al Tempio

A breve ci potrebbero essere nuovi risvolti sul parroco sospeso dal vescovo

Don Michele Barone

Continuano senza sosta le indagini della Squadra Mobile di Caserta sul caso del prete esorcista don Michele Barone, sospeso dal vescovo di Aversa Angelo Spinillo dopo il servizio de ‘Le Iene’ che ha mostrato le immagini di una ragazzina di 13 anni colpita con violenza per ‘esorcizzarla’ dal demonio. Da quello che filtra da ambienti della Procura di Napoli Nord potrebbero esserci anche sviluppi nelle prossime ore con avvisi di garanzia pronti a partire. Intanto l’inviato della trasmissione televisiva Gaetano Pecoraro è tornato al Tempio ed è probabile che stia preparando un nuovo servizio sulla vicenda che potrebbe andare in onda nei prossimi giorni.

La denuncia della sorella

A denunciare quanto accaduto, le violenze subite dalla bambina, è la sorella maggiore Arianna. Una vicenda nata dalle forti liti nate quando la ragazza ha dichiarato in famiglia la sua omosessualità, ricevendo in cambio le aggressioni del padre. Scene a cui ha assistito anche Giada, che reagisce secondo i medici del reparto di neuropsichiatria infantile con un disturbo di conversione. In pratica un blocco psicologico che influisce anche sulla parte motoria.

Il ruolo dei genitori

I genitori inizialmente le somministrano farmaci prescritti dai medici, ma poi, dopo aver scaricato tutte le responsabilità su Arianna, si affidano a don Michele Barone, sacerdote carismatico spesso ospite in tv. Questo la porta alle messe di guarigione, dove iniziano le crisi di Giada. A quel punto il prete, anche tre volte a settimana, inizia i riti di esorcizzazione, anche violenti, sulla bambina. Il tutto, denuncia la sorella maggiore, senza aver chiesto quale diagnosi le avessero fatto i medici. 

Il poliziotto di Maddaloni

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Una situazione sempre più complicata, con i genitori che impediscono ad Arianna di vedere la sorella, spingono la ragazza a fare un esposto alla polizia contro il sacerdote per chiederne l’allontanamento. Secondo il racconto di Arianna, le forze dell’ordine non avrebbero compiuto alcuna indagine. La ragazza denuncia che un ispettore, Luigi di Maddaloni, le avrebbe detto di “stare calma” perché la sorella Giada era in buone mani. Presentato l’esposto, sia i genitori che il vescovo di Aversa Angelo Spinillo, contattato da Arianna, chiedono alla ragazza di ritirare la denuncia e firmare un documento in cui si scaricano le responsabilità dal sacerdote. Un caso ancora aperto: Arianna è stata infatti costretta dalla famiglia a lasciare Casapesenna, mentre Giada è ancora sotto le “cure” di don Michele, che ha diffidato ‘Le Iene’ dal raccontare la storia.

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