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Francesco Zagaria e l'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli

Francesco Zagaria e l'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli

Tremano politici ed imprenditori, pentito fa trovare memorandum con nomi e soldi

Il processo a carico dell'ex sindaco Carmine Antropoli e degli assessori Ricci e Taglialatela. Zagaria svela le somme per la campagna elettorale e le minacce per far ritirare il candidato

Nomi e cifre. Quelli di politici ed imprenditori a libro paga di Francesco Zagaria, il colletto bianco dei Casalesi originario di Casapesenna e trapiantato a Capua divenuto collaboratore di giustizia, ed inseriti in una sorta di "memorandum" contabile manoscritto dallo stesso Zagaria e finito nelle mani degli inquirenti della Dda. Un libro mastro spuntato oggi nel corso del processo a carico dell'ex sindaco di Capua Carmine Antropoli, degli ex assessori Marco Ricci e Guido Taglialatela oltre ad Armando Porciello. Tutti alla sbarra insieme a Zagaria, che risponde anche anche di partecipazione all'omicidio di Sebastiano Caterino

Il libro mastro di Zagaria

Stamattina dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Giovanna Napoletano, si è concluso l'esame del pm della Dda Maurizio Giordano proprio del superpentito Zagaria. Nel corso dell'udienza, come detto, è spuntato il memoriale di Ciccio 'e Brezza, rinvenuto dai carabinieri presso la sua abitazione, in cui venivano appuntati nomi e cifre di politici ed imprenditori non solo di Capua ma anche di San Prisco e di Caserta su cui ora si stanno concentrando le attenzioni della Distrettuale Antimafia. Nomi che, ad eccezione degli altri imputati, restano coperti dal segreto istruttorio.

Soldi per finanziare la campagna elettorale 

Zagaria si è concentrato sulla campagna elettorale del 2016 a Capua, quando candidato sindaco era Giuseppe Chillemi (non indagato). Secondo quanto riferito dall'imprenditore divenuto collaboratore di giustizia quella campagna elettorale venne finanziata da lui con dazioni di denaro ad Antropoli (15mila euro), Ricci e Taglialatela (4mila euro a testa). 

Lo schiaffo per far ritirare il candidato

In quella circostanza ci fu l'episodio dello schiaffo a Giuseppe Di Lillo per farlo ritirare dalla competizione elettorale. Quella candidatura, secondo quanto sostenuto da Zagaria, avrebbe sottratto voti a Marco Ricci, referente politico a Capua proprio di Francesco Zagaria. Le minacce sarebbero avvenute all'interno dello studio medico di Antropoli. Il processo riprenderà alla fine di luglio con due udienze in cui i difensori degli imputati proveranno a minare il racconto del pentito. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Mauro Iodice, Gerardo Marrocco, Guglielmo Ventrone, Lorenzo Caruso, Giuseppe Stellato, Maiello, Elisabetta Di Rauso.

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