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Un parcheggiatore abusivo

Un parcheggiatore abusivo

Pizzo della camorra ai parcheggiatori abusivi, arrestato anche un casertano

L'indagine della Dda sul clan D'Ausilio di Napoli ha fatto luce sul racket: 200 euro a settimana per il 'posto'

C'è anche un sammaritano tra i 15 arresti eseguiti a Napoli nell'ambito di un'inchiesta che ha fatto emergere la gestione da parte del clan D'Ausilio dei parcheggiatori abusivi fuori ai locali dell'area flegrea. Si tratta di Biagio Ciccarelli, 37 anni di Santa Maria Capua Vetere, finito in carcere.

L'indagine dei carabinieri, coordinata dalla Dda, è partita dalla 'fuga' nel maggio del 2016, di Felice D'Ausilio dal carcere di Tempio Pausania. Il ras, figlio del capoclan Domenico, era uscito dalla casa di reclusione, dove si trovava per omicidio ed associazione di stampo mafioso, per un permesso premio. Una volta fuori non aveva fatto rientro in cella. 

In quei mesi Felice D'Ausilio avrebbe nuovamente imposto il suo predominio per riconquistare il controllo delle attività criminali sui quartieri di Cavalleggeri d’Aosta, Bagnoli, Coroglio ed Agnano. Fin da subito si registrava una escalation di violenze con “stese”, pestaggi, atti intimidatori e dimostrativi posti in essere da soggetti a lui riconducibili per la ripresa della gestione delle attività illecite sul territorio, in quel momento appannaggio del gruppo Bitonto-Nappi. Nel dicembre 2016 Felice D'Ausilio venne arrestato.

Le indagini successive, coordinate dalla Dda, hanno consentito di far luce sulla rete dei suoi fiancheggiatori. Sono state documentate numerose estorsioni in danno di attività imprenditoriali e commerciali: imprese edili, bar, officine meccaniche, lidi balneari, parcheggiatori abusivi, prostitute ed ormeggi di barche, con il pagamento, con cadenza periodica o una tantum, di somme di denaro tra 100 euro e 50mila euro.

Le indagini hanno permesso, inoltre, di acquisire importanti elementi probatori in relazione ad una gestione “mafiosa” dei parcheggi abusivi in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area Flegrea, che si concretizzava anche con azioni violente nei confronti degli stessi parcheggiatori per costringerli a sottostare al dominio criminale e a versare una parte degli introiti illeciti alle casse del sodalizio, con il pagamento di una “tangente” di almeno 200 euro a settimana. In tale contesto è maturato l'omicidio di un parcheggiatore abusiv, Gaetano Arrigo, ucciso il 17 giugno del 2016. 

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