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Il processo

Il processo

Pizzo di Natale a negozi e pizzerie, 7 condanne

Il giudice ha inflitto pene tra i 7 ed i 2 anni per gli esattori del clan

Chiedevano il pizzo di Natale ai commercianti tra Aversa, Parete e Lusciano. Sono sette condanne per gli esattori della nuova frangia della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. Sono quelle comminate dal gup Battinieri di Napoli al termine del processo con abbreviato.

Il giudice ha inflitto 4 anni a Giacomo D’Aniello alias  Mimì ‘o Mister; 4 e mesi 8 a Carlo De Simone di Aversa; 7 anni e 4 mesi a Bruno Improta di Lusciano; 6 anni a Giuseppe Tessitore di Aversa; 2 anni a Raffaele Cantone di Lusciano, unico a beneficiare della sospensione della pena; 3 anni a Francesco Parola 30 di San Cipriano;  6 anni ad Antonio Vitiello. A giudizio, invece, Gaetano Buonpane, unico imputato che ha scelto il processo con ordinario. Nel collegio difensivo sono stati impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giovanni Cantelli, Carmine D'Aniello e Domenico Della Gatta.

Secondo l'accusa gli imputati avrebbero chiesto somme di denaro ai commercianti per "i detenuti del clan dei Casalesi e le loro famiglie". Quando i commercianti non riuscivano a soddisfare le pretese veniva applicato uno 'sconto' o il pagamento del pizzo attraverso cene con gli amici a scrocco.

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