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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca Trentola-Ducenta

Pizzo per i Casalesi, confermate 3 condanne in Cassazione

Dovranno risarcire la vittima, per il giudice i ricorsi sono "inammissibili" o da "rigettare"

Confermate in Cassazione le condanne al risarcimento del danno per tre cittadini di Trentola Ducenta, dopo la decisione anche della Corte di Appello di Napoli alla quale si erano appellati. Secondo l’accusa avrebbero chiesto alla vittima somme di denaro a titolo di pizzo, ottenendo 2200 euro con una minaccia aggravata anche dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione del clan dei Casalesi.

Per il giudice della Corte di Cassazione i ricorsi sono inammissibili o da rigettare. I ricorrenti riferivano nel proprio ricorso che l’estorsione non si fosse consumata ma per il giudice “se il soggetto passivo consegna la somma di denaro per costringimento derivante dalla violenza o minaccia, il fatto che si sia rivolto alla polizia giudiziaria per denunciare l’altrui condotta antigiuridica non elide l’evento del costringimento, e quindi l’assenso alla collaborazione nelle indagini non elimina il nesso di causalità tra la condotta violenta o minacciosa e la costrizione alla condotta pretesa)”.

Nella decisione c’è scritto anche “attraverso le insistenze verso la persona offesa ad ottenere il denaro ed a chiudere così la questione, il loro carattere minaccioso, indipendentemente dalla esternazione di ulteriori minacce rispetto a quelle già in precedenza profuse ed indipendentemente dall’intervento della polizia a gestire le operazioni, circostanza che aveva rassicurato la vittima”. Con queste motivazioni quindi il giudice ha confermato le condanne in Appello rigettando i ricorsi dei ricorrenti.

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