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Francesco Schiavone detto Sandokan

Francesco Schiavone detto Sandokan

Pizzino di Sandokan con la condanna a morte: "I familiari dei pentiti devono morire"

La conferma dell'ordine del capoclan arriva da Nicola Panaro nel corso del processo per l'omicidio di Giuseppe Quadrano

Un pizzino con il quale Francesco Schiavone detto Sandokan decretò la condanna a morte per i familiari dei "pentiti". Lo ha confermato in aula Nicola Panaro, sentito dinanzi alla corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel processo che vede il capoclan dei Casalesi imputato per l'omicidio di Giuseppe Quadrano, postino e cugino omonimo del killer di don Peppe Diana poi diventato collaboratore di giustizia. 

Stamattina è stata la volta di Panaro che, secondo la ricostruzione della Dda, quel pizzino lo avrebbe materialmente consegnato a Francesco Schiavone, alias Cicciariello, ed autore materiale del delitto. Una conferma richiesta dai giudici anche alla luce delle dichiarazioni dello stesso Sandokan durante il suo esame, con il capoclan che dichiarò di non essersi interessato alle sorti del sodalizio crimunale dal 1993 al 1996. Si torna in aula alla fine di settembre. 

Quadrano, secondo quanto ricostruito, venne intercettato dal clan per fare da intermediario con il cugino pentito ed invitarlo a ritrattare. Gli sarebbero stati offerti anche dei soldi ma il dipendente delle poste preferì starne fuori, di non voler avere nulla a che fare con la malavita. Così venne eliminato: fu raggiunto fuori al bar Orientale di San Cipriano d'Aversa e crivellato con 12 colpi di arma da fuoco. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l'avvocato Gianni Zara. Schiavone, invece, è difeso dall'avvocato Mauro Valentino. 

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