Cronaca

Pizzini di Zagaria, chiesta la condanna per pasticciere

Il pg invoca la conferma del verdetto a 7 anni e 10 mesi per Santoro. La Procura chiede la prescrizione per l'imprenditore Fontana

Michele Zagaria

La conferma della condanna a 7 anni e 10 mesi per il pasticciere di Casapesenna Giuseppe Santoro. Questa la richiesta del procuratore generale in Corte d'Appello nel processo sulla rete di appoggi su cui poteva contare il boss Michele Zagaria. Secondo l'accusa, infatti, Santoro avrebbe messo a disposizione del capoclan e dei suoi sodali i locali della sua pasticceria a Casapesenna per lo scambio dei pizzini con cui venivano dati gli ordini all'esterno.

Il pg ha poi chiesto la riforma della sentenza pronunciata in primo grado per l'imprenditore Pasquale Fontana per il quale è stato invocato di emettere sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Fontana già in primo grado si era visto derubricare il reato di partecipazione all'associazione camorristica con quello di concorso esterno fino al 2005. Il pg ha ritenuto corretto applicare la legge prima della riforma sulla prescrizione della 'ex Cirielli' proprio del 2005, con la dichiarazione dunque della prescrizione dei reati secondo il principio del favor rei. Secondo l'accusa Fontana avrebbe gestito alcuni punti scommesse tra Casapesenna e San Marcellino versando gli introiti al clan Zagaria. 

Si torna in aula ad ottobre per le arringhe dei difensori e la sentenza. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Guido Diana,  Emilio Martino e Vittorio Giaquinto.

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