Pineta Grande: "Ipotesi corruzione esclusa da Riesame e Cassazione"

La clinica di Castel Volturno interviene sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere

Il patron di Pineta Grande Vincenzo Schiavone

"Carenza di elementi in ordine all'accusa di corruzione". E' questa la posizione della Clinica Pineta Grande di Castel Volturno che entra nel merito della chiusura d'indagini e relativa richiesta di rinvio a giudizio per 36 persone, tra cui il patron Vincenzo Schiavone e l'ex sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo, coinvolte nell'inchiesta sui posti di lavoro ai parenti di politici e funzionari comunali in cambio dell'ottenimento di permessi a costruire per l'ampliamento della struttura sanitaria. 

Pineta Grande ribadisce come già il Tribunale del Riesame di Napoli avesse "escluso l’ipotesi della corruzione" e "le ipotesi di falso afferenti il rilascio della concessione edilizia, in particolar modo in relazione alle norme che regolano la materia paesaggistico-ambientale". Un orientamento che è stato confermato anche in Cassazione che ha confermato "la totale carenza di elementi sussistenti in ordine all’accusa di corruzione", si legge in una nota della Clinica. 

"Restiamo in doverosa attesa, dunque, della fissazione dell’udienza preliminare nella quale siamo certi di poter  dimostrare la totale insussistenza degli addebiti mossi", conclude la nota.

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