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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Picchiata, legata e rapinata in strada: confermate le accuse

Il giudice convalida l'arresto. Il 40enne resta ai domiciliari, obbligo di firma per il giovane complice

Arresto convalidato per gli aggressori della prostituta 33enne ucraina brutalmente picchiata, rapinata e lasciata per strada nella serata di domenica 15 maggio. È quanto stabilito dal gip Alessia Stadio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Luigi Ferrazzola, 40enne di Casavatore, e Luciano Sebeto, 18enne di Castello di Cisterna, accusati di rapina aggravata ai danni della meretrice.

Il giudice sammaritano ha ritenuto esaustivo il quadro probatorio ricostruito dagli agenti della squadra investigativa e della squadra volante del commissariato di Santa Maria Capua Vetere che hanno proceduto all'arresto dei due aggressori. Per Ferrazzola è stata anche riconosciuta la recidiva per precedenti specifici ed è stata confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari. Obbligo di firma per Luciano Sebeto presso la competente compagnia carabinieri.

Secondo la ricostruzione degli investigatori nella serata di domenica scorsa sulla SS 7 bis nei pressi dello Stir di Santa Maria Capua Vetere è stata abbordata la prostituta ucraina da Luigi Ferrazzola. La invitò a salire sulla sua Renault Clio con la scusa di consumare un rapporto sessuale per il quale pagò 20 euro. Si appartarono poco distante in un fondo agricolo e anziché consumare il rapporto sessuale iniziò a picchiarla. In quel momento sopraggiunse l'amico Luciano Sebeto a bordo della sua Audi A1 che partecipò alle percosse sulla 33enne insieme al suo compagno di giochi. Sebeto utilizzando delle fascette per elettricista legò polsi e caviglie alla malcapitata. La donna però cercò di divincolarsi mordendo sul braccio sinistro il 18enne.

I due interruppero l'aggressione rapinando la meretrice. Le sottrassero la borsa con dentro 40 euro e dei telefoni cellulari per poi lasciare in strada la vittima sanguinante dandosi alla fuga. La 33enne si incamminò al buio in cerca di aiuto. Venne soccorsa da un cliente occasionale che la portò all'ospedale civile di Caserta dove i sanitari la refertarono con 15 giorni di prognosi. Allertato il 113 vennero avviate le indagini dai poliziotti del commissariato sammaritano che individuarono i due aggressori riconosciuti poi dalla vittima.

In tasca Sebeto aveva ancora 40 euro e sul braccio i segni inconfutabili del morso della vittima. Nella vettura di Ferrazzola c'erano tracce ematiche e le fascette utilizzate per immobilizzare la vittima.Le vetture dei due aggressori vennero ritrovate in un fondo agricolo ed una, quella di Sebeto, risultò coinvolta in un sinistro stradale causato nella concitazione della fuga.

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