Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

I giudici annullano il piano delle farmacie approvato dalla giunta

Accolto il ricorso di un esercente: motivazioni poco chiare alla base del provvedimento dell'esecutivo

La pianta organica delle farmacie, approvata dalla giunta comunale nel luglio del 2020, è nulla. Questa la decisione del Tar della Campania che ha accolto il ricorso di una farmacia, difesa dall'avvocato Renato Labriola, ed annullato lo strumento pianificatorio adottato dall'esecutivo guidato dal sindaco Carlo Marino.

Secondo i giudici della Quinta Sezione del tribunale amministrativo (presidente Maria Abbruzzese) il piano, pur non potendo essere censurabile in sé in quanto soggetto alla discrezionalità comunale prevista dalla legge, sarebbe stato approvato sulla base di presupposti poco chiari.

In pratica, il Comune ha provveduto a revisionare la pianta organica delle farmacie "in base a particolari situazioni topografiche e di viabilità" ma tali criticità non sono state sostenute negli allegati e nella motivazione alla base della delibera di giunta.

La giunta "non ha specificamente descritto le criticità al riguardo rilevate rispetto alla precedente pianta organica, ma anche si è limitata a distribuire la popolazione in sezioni censuarie, peraltro corrispondenti a quelle del censimento dell’anno 2011, omettendo di precisare quali strade cittadine fossero comprese in ogni sezione censuaria. In tal modo, risulta vanificato qualsiasi legittimo riscontro estrinseco volto a verificare l’effettiva corrispondenza della programmata pianificazione con l’obiettivo perseguito, impedendo sia di comprendere in maniera inequivoca ed immediata la zona spettante a ciascuna sede farmaceutica, sia di verificare il requisito dell’omogeneità della sede", scrivono i giudici.

E ancora. "Diversamente da quanto esposto nella motivazione del provvedimento, il Comune, nel variare la dislocazione delle sedi farmaceutiche, non ha dato atto, in modo trasparente e puntuale, dell’istruttoria svolta, onde rendere intellegibili le ragioni sottese alle nuove scelte pianificatorie nonché la loro specifica finalizzazione a conseguire una più capillare articolazione territoriale del servizio farmaceutico, tale da assicurarne l’equa distribuzione e l’agevole accessibilità alla cittadinanza".

In definitiva, concludono i giudici, "il Comune non ha evidenziato, nel contesto degli atti impugnati, né dimostrato nel corso del giudizio, di aver formato una pianta organica delle farmacie insistenti sul territorio comunale ispirata ad una distribuzione delle sedi farmaceutiche che presupponga un esaustivo studio sull'intero territorio comunale, alla luce del numero dei residenti per come dislocati nelle varie zone, delle effettive caratteristiche di accessibilità ai bacini selezionati e del logico bilanciamento di interessi attinenti alla popolazione, attuale e potenzialmente insediabile, all’impiego delle vie e dei mezzi di comunicazione".

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